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Classi differenziate per disabilità o merito, Pacifico: “È una posizione che sa di preistoria, la scuola non deve essere il primo luogo di discriminazione”

Proposta di classi differenziate per studenti con disabilità o in base a merito e profitto, Anief: “Una posizione che rischia di riportare indietro la scuola italiana dopo anni di inclusione”

"Secondo il generale Roberto Vannacci dovremmo tornare alle classi speciali: “in questi giorni si parla moltissimo della proposta dell’europarlamentare ormai leader del partito nascente Futuro Nazionale di istituire classi speciali per studenti con disabilità o separate in base a merito e profitto”.


A commentare la notizia è Marcello Pacifico, presidente nazionale e leader della giovane e rappresentativa associazione sindacale Anief: ai microfoni dell’emittente Radio Roma 24, all’interno della trasmissione “il cittadino parlante” il professore ha detto che “è una posizione che sa di preistoria. Non possiamo dopo cinquant’anni di politica dell’inclusione, che tra l’altro tutto il mondo ci invidia, tonare indietro. Con la scusa del merito vogliono attivare una serie di tagli, è questa la verità. Ma è soprattutto un pericolo per la società”.


Ricordiamo che l'Italia ha abolito le classi differenziali con la Legge 517/1977 e le scuole speciali con la Legge 104/1992, puntando su un modello pienamente integrato.

“Secondo alcuni la distinzione delle classi potrebbe essere un elemento importante per diminuire il fenomeno del bullismo ma noi rispondiamo che non è vero, poiché risente anche del cambiamento sociale, basti pensare al cyberbullismo.


Quindi le classi speciali non porterebbero a una diminuzione del grave fenomeno – ha aggiunto il leader dell’Anief – che risulta essere collegato ad altri problemi. Molti studenti non si confrontano più con famiglia o amici e chiedono supporto anche psicologico all’IA: bisognerebbe riflettere seriamente su ciò”.


“Volano sociale, ecco cosa deve essere la scuola, non deve essere il primo luogo di discriminazione. Prima la disabilità veniva nascosta o negata: negli ultimi15 anni invece le famiglie hanno aperto gli occhi, non solo sono aumentati gli studenti con certificazioni ma c’è maggiore consapevolezza. Le nostre azioni sindacali sono fortemente dirette alla lotta al precariato: la continuità didattica si ottiene stabilizzando i docenti”, ha concluso Pacifico.

di La Redazione




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