Galimberti: "Se una mamma dice al suo bambino “sei bravo”, poi glielo dice anche la sua maestra, allora c'è la possibilità che cresca con un'identità positiva". Il peso delle parole nell'infanzia
- La Redazione

- 1 lug
- Tempo di lettura: 2 min
"Quando si eccede in determinati comportamenti ci sono spesso ragioni più profonde del semplice carattere..."

“Se c'è una mamma che dice al suo bambino “sei bravo”, poi glielo dice anche la sua maestra, allora c'è la possibilità che cresca con un'identità positiva. Se la mamma gli dice “sei un cretino” e glielo dice anche la sua maestra c'è la possibilità che crescerà con un'identità negativa” queste sono le parole del filosofo Umberto Galimberti che ci invita a riflettere su quanto le parole degli adulti possano influenzare la costruzione dell'identità di un bambino fin dai primi anni di vita.
Durante l’infanzia, il piccolo non ha facoltà di interpretare ciò che accade dentro e fuori di lui, ed è così che si affida in maniera totale all’adulto: pesa le sue parole, osserva i suoi sguardi e fa attenzione ai suoi silenzi, così facendo la validazione esterna dell’adulto modella il carattere e soprattutto l’emotività del bambino. Prestare attenzione quindi a parole e gesti sin dai primissimi momenti è la forma d’amore più grande che un adulto, genitore o insegnante, possa mettere in campo.
“Guardate che nessuno di noi ha un'identità per natura. L'identità è un dono, cioè noi non l'abbiamo per natura. L'identità è il frutto dei disconoscimenti e dei riconoscimenti che abbiamo nella nostra vita”. Dunque l’adulto può lasciare nelle memorie del bambino tracce profonde, sia positive che negative. Dalle parole dell’esperto capiamo l'importanza di entrare in punta di piedi in un’altra vita, anche se si tratta di un figlio o uno studente.
In ogni caso, è importante precisare che l’impronta lasciata dai primi legami non è irreversibile ma è possibile, una volta che quel bambino diventa un adulto che ha imparato a volersi bene, riorganizzare gli schemi ritenuti sbagliati, che hanno profondamente segnato la sua sensibilità durante l'infanzia.
È un percorso lungo e, a volte, doloroso perché non si riesce facilmente a dare colpe alle figure di riferimento, ma è l'unico modo per smettere di dare ragione alle "etichette negative" che sono state attribuite a quel bambino: "troppo vivace", "troppo sensibile", "troppo irrequieto" per poter comprendere finalmente che quando si eccede in determinati comportamenti ci sono spesso ragioni più profonde del semplice carattere.
E tu, lettore che ci segui, ricordi una frase pronunciata da un genitore, un insegnante o un'altra figura di riferimento che ha lasciato un segno nella tua vita?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima.
di Natalia Sessa




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Ero alla seconda elementare in abruzzo. Il prete voleva che la classe ed io quindi imparassimo a memoria le frasi della Dottrina Cattolica. Io ho sempre odiato le imposizioni violente. Per questo fui ferocemente punito con bacchettate sulle mani con condimento di "asino" "senza cervello", "ribelle". Umiliato con scherno in classe.
Ho odiato quel prete con tutta la forza di un giovane di 8 anni e quindi quello che rappresentava (la chiesa). Oggi ho 78 anni, l'odio è ancora vivo !
Sì, fin da piccola ero stata data in affidamenti brevi, passata da una famiglia all'altra per tutti i miei anni formativi. Presto ho imparato che non ci sono regole fisse, che ogni famiglia ne ha diverse, spesso contrastanti fra loro. Ma la cosa che mi ha segnata di più erano i commenti dei figli naturali. Mi dicevano di stare al mio posto, di non farmi sentire, che non era la mia famiglia quindi non avevo diritto a niente.
Non ho mai fatto psicoterapia ma me la sono fatta da sola. Sono cresciuta quindi praticamente da sola, ma forte, equilibrata e con grande capacità di adattamento. Riconosco però la mia incapacità di chiedere qualcosa per me. Non voglio mai essere di…
Purtroppo ricordo ...o ho imparato grazie ad un percorso di crescita personale....molto bene, chi e quando sono successi eventi negativi fin dall'inizio della mia vita che mi hanno sensibilmente plasmato. Riconosco di aver capito bene gli accaduti e sono molto contenta di aver trasformato il "dolore in amore " nel futuro.....una gran fatica però! Grazie