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Allarme stress: all'Unical gli studenti ritrovano la serenità con lo yoga

L'Università della Calabria in prima linea contro l'ansia giovanile, tra ginnastica posturale e passeggiate ecologiche.

La paura di deludere le aspettative della famiglia, il terrore di perdere una borsa di studio o semplicemente la vergogna di non riuscire a tenere il passo degli altri compagni di corso senza sentirsi giudicati. Sono questi i motivi che spingono sempre più universitari a inventare false malattie, a copiare o a ricorrere alle cosiddette "menzogne accademiche", mentendo sulle votazioni prese o sull'avvicinarsi della fine della propria carriera.


Come spiega Angela Costabile, docente ordinaria di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione all'Università della Calabria, quasi mai i ragazzi mentono per furbizia: si tratta invece del sintomo di un forte disagio psicologico, dettato da un perfezionismo esasperato e dalla pressione sociale. Ma è quando queste bugie diventano un’abitudine e si accompagnano a isolamento e panico, che scatta un campanello d'allarme estremamente critico, sottolinea Francesco Craig, delegato del Rettore al counseling psicologico per l'ateneo calabrese.

Per arginare alla radice questa ondata di malessere, l'Unical ha deciso di puntare sulla cura del corpo e della mente, trasformando il proprio orto botanico e i cortili in vere e proprie oasi di rallentamento.


Tra tappetini stesi a terra, lezioni di yoga e percorsi di mindfulness transpersonale, gli studenti imparano a dominare la tensione e a gestire lo stress in modo sano. L'offerta dell'ateneo è vastissima e comprende anche pattinaggio, fitwalking, passeggiate ecologiche e ginnastica posturale. È un approccio molto pratico che sta dando ottimi risultati: Christian Ziccarelli, studente del DAMS, racconta di aver finalmente trovato uno spazio sicuro in cui imparare a gestire il caos emotivo, mentre la sua collega Nancy conferma che lo yoga l'ha aiutata ad accogliere le proprie paure, impedendo che l'ansia per lo studio la schiacciasse.

Questa emergenza non riguarda però solo Cosenza. L'esperienza dell'Unical si inserisce infatti all'interno di un progetto nazionale chiamato "Pro-Ben", per il quale il ministero dell'Università ha stanziato ben 20 milioni di euro con l'obiettivo di mappare e combattere strutturalmente il malessere dei giovani.


I questionari distribuiti hanno fatto emergere livelli allarmanti di ansia e depressione in quasi tutti i grandi e piccoli centri, spingendo gli atenei di tutta Italia a fare fronte comune.

Per inquadrare la vastità del fenomeno, ecco l'elenco delle università e degli istituti scesi in campo, suddivisi nelle tre grandi cordate principali create per il progetto:

    • La rete guidata dall'Università della Calabria: l'Unical è capofila e coordina i progetti insieme agli atenei di Catanzaro, Reggio Calabria, Messina, Palermo, Siena, Trento, Trieste, Sissa Trieste e al Conservatorio di Palermo. I dati raccolti specificamente da questo gruppo evidenziano come i problemi sociali interferiscano in modo grave sulla vita di tutti i giorni per oltre il 23 per cento degli universitari. 

    • La rete coordinata dall'Università di Ferrara: comprende il Politecnico di Milano, la Cattolica, gli atenei di Genova, Modena e Reggio, Ca’ Foscari, Parma, Sassari (Uniss) e l’Accademia di Belle Arti di Venezia. 

    • La rete con capofila l'Università di Bari: unisce le forze con il Politecnico barese, le università di Basilicata, Cagliari, Salento, Stranieri di Perugia, Lum, l'Accademia Belle Arti di Lecce e i due Conservatori musicali "Duni" e "Gesualdo da Venosa".


di Leandro Castagna




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