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Vannacci: "Tolleranza zero su sicurezza". Scuola, lavoro a 14 anni e riforma della legittima difesa

Nel corso di un incontro pubblico a Lido di Camaiore, il generale Vannacci ha illustrato la sua visione su sicurezza, scuola e riforma della legittima difesa. Sul lavoro a 14 anni è invece...

I ragazzi hanno il diritto fondamentale di studiare, camminare e incontrarsi senza l'ombra della paura nei luoghi che appartengono alla collettività. Le piazze, i giardini pubblici e soprattutto le scuole non possono essere lasciate alla deriva o all'illegalità. Parte da questa considerazione l'analisi di Roberto Vannacci, europarlamentare e fondatore di Futuro Nazionale, che ha posto la tutela delle aree giovanili e la riforma del sistema educativo al centro del suo programma politico, individuando un legame diretto tra il disordine che si respira nelle strade e il declino della disciplina nelle aule.

Durante l'incontro pubblico svoltosi lunedì 10 agosto a Lido di Camaiore, in provincia di Lucca, l'ex generale ha affrontato il tema della sicurezza urbana, inserendo esplicitamente gli istituti scolastici tra i beni primari da difendere con fermezza:

Sulla sicurezza occorre ‘tolleranza zero’: bisogna riportarla per le nostre strade, attraverso le pattuglie che le rastrellano e le perlustrano in cerca di trafficanti di droga, di criminali, di delinquenti, e fare in modo che i nostri giovani possano continuare a godere del bene pubblico, delle piazze, dei giardini, delle spiagge, delle strade, delle scuole. È una situazione che ormai non si può più tollerare”.


Per il leader di Futuro Nazionale, la sicurezza esterna degli istituti è solo la premessa per una rivoluzione che deve avvenire all'interno delle classi. La sua tesi è che il disagio giovanile e l'attrazione verso la microcriminalità si combattano offrendo ai ragazzi regole chiare e responsabilità concrete, opponendosi fermamente all'ozio. In quest'ottica si inserisce la sua proposta di anticipare l'ingresso dei ragazzi nel mondo occupazionale, commentando sui social anche i recenti fatti di cronaca che hanno visto adolescenti sanzionati per aver venduto della limonata per racimolare qualche risparmio: “Ritornare al libretto di lavoro a 14 anni! Questi ragazzi vanno premiati e sono la dimostrazione che a 14 anni, come lo si è fatto per decenni, si può lavorare e si può contribuire fattivamente alla società. Forse chi li ha denunciati preferisce le baby gang e i maranza. Alla cultura del bivacco, Futuro Nazionale antepone la scelta dell'azione.


Il contrasto alla cosiddetta "cultura del bivacco" passa quindi per una scuola che l'ex generale non esita a definire "dura e selettiva". Secondo il programma del movimento, l'istruzione pubblica deve abbandonare le derive permissive e concentrarsi sulla formazione del carattere e sul merito, preparando i giovani alle asprezze della realtà esterna: "La scuola debba essere dura e selettiva, perché tale è anche la vita". Da qui discendono le proposte di strutturare le classi in base al rendimento degli studenti, di restituire piena autorevolezza sociale al ruolo del docente e del professore, e di liberare i programmi da quelli che definisce "progetti di militanza ideologica o di genere" per rimettere al centro i valori dell'identità nazionale.

Sul piano strettamente tecnico, legislativo e penale, questa visione si completa con la richiesta di riforme profonde ai codici dello Stato. A margine dell'evento in Versilia, Vannacci ha ricordato i passi già compiuti dai parlamentari del suo gruppo per dare copertura normativa a chi difende l'ordine pubblico.

L'europarlamentare ha spiegato che il suo movimento ha già avanzato la richiesta di riscrivere gli articoli 52 e 53 del codice penale, con l'obiettivo di allargare i confini della legittima difesa e ridefinire le regole sull'uso delle armi e della forza materiale da parte degli agenti, con l'obiettivo di ampliare le garanzie per gli agenti che ricorrono alla forza fisica per superare le resistenze dei delinquenti. Infine, il progetto mira a blindare il codice civile sul fronte patrimoniale, escludendo risarcimenti automatici per chi delinque: “abbiamo proposto di modificare il codice civile in modo da impedire qualsiasi risarcimento ai criminali, affinché chi compie un reato e rimane ferito non possa pretendere indennizzi economici dalle proprie vittime o dallo Stato.

di La Redazione


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