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Sostegno INDIRE, si può essere esclusi? Monta il timore tra i docenti, tutti i chiarimenti per art. 6 e art.7. Giovedì 12 marzo termine per domanda di rinuncia al riconoscimento del titolo estero

I bandi non sono ancora usciti ma cresce l’attesa tra i docenti. Ecco cosa prevede il decreto per triennalisti art.6 e specializzati estero art.7, quanti sono i posti disponibili e perché il rischio di esclusione dovrebbe essere limitato...


Molti docenti che intendono accedere ai percorsi di specializzazione sul sostegno INDIRE per il 2026 si chiedono se esista il rischio di rimanere esclusi dopo la selezione, soprattutto alla luce di quanto accaduto nel ciclo precedente. I bandi per il prossimo ciclo dei percorsi di specializzazione sul sostegno Indire, per triennalisti art.6 o abilitati all’estero art. 7, non sono ancora ufficialmente aperti. Sappiamo però che è stato pubblicato il decreto e che dunque non resta molto tempo da attendere per l’avvio dei percorsi nel 2026.

In queste settimane molti docenti stanno vivendo una fase di incertezza proprio per l’assenza degli ulteriori documenti ufficiali. Per questa ragione sono emerse diverse perplessità riguardanti il conseguimento della specializzazione INDIRE e i possibili effetti sull’inserimento nelle graduatorie. Prima di analizzare un aspetto particolarmente rilevante per molti aspiranti candidati, riportiamo i requisiti di accesso previsti dal decreto.

DOCENTI TRIENNALISTI (EX ART. 6)

Accedono ai percorsi di formazione, relativi al medesimo grado di istruzione al quale si riferisce il servizio prestato, i docenti in possesso del prescritto titolo di accesso che hanno svolto, nelle istituzioni scolastiche statali e paritarie, un servizio su posto di sostegno della durata di almeno tre anni scolastici, anche non continuativi, negli otto anni precedenti.

DOCENTI ABILITATI ALL'ESTERO (EX ART. 7)

Possono iscriversi ai percorsi di formazione esclusivamente coloro i quali abbiano superato, presso un’università estera legalmente accreditata nel Paese di origine o altro organismo abilitato all’interno dello stesso, un percorso formativo sul sostegno agli alunni con disabilità svolto prevalentemente nel territorio dell’Unione europea, con una durata non inferiore a 1500 ore o, in alternativa, idoneo al conseguimento di almeno 60 CFU, e che abbiano presentato apposita istanza di riconoscimento per la quale, alla data del 24 aprile 2025, siano decorsi i termini di conclusione del relativo procedimento.

Un aspetto che preoccupa molti aspiranti candidati riguarda la possibilità, dopo aver affrontato la prova preselettiva, di rimanere esclusi, proprio come è accaduto nel ciclo precedente. Tuttavia alcune sigle sindacali hanno chiarito che questa eventualità dovrebbe essere molto limitata, poiché il numero dei posti è stato calcolato sulla base del fabbisogno nazionale.

Il rischio può esistere nella singola università, perché ogni ateneo riceve un numero limitato di posti autorizzati dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Se le domande dovessero superare i posti disponibili, alcuni candidati potrebbero non essere ammessi proprio in quell’ateneo.

Per entrare nel dettaglio del fabbisogno, nel decreto leggiamo:



Inoltre, nello scorso ciclo il Ministero aveva previsto la possibilità per i candidati dell’art.6 di presentare domanda di ammissione contemporaneamente a più università oppure sia a INDIRE sia ad un ateneo. Se questa modalità dovesse essere confermata anche nel nuovo ciclo, il rischio di rimanere esclusi potrebbe ridursi ulteriormente.

Diversa invece la situazione per i candidati dell’art.7: già nel primo ciclo era stato stabilito che, qualora non venissero ammessi presso l’università scelta, sarebbero stati indirizzati direttamente ai percorsi gestiti da INDIRE.

Ricordiamo infine che per i candidati dell’art.7 l’ultima data utile per presentare la rinuncia al riconoscimento del titolo estero è il 12 marzo 2026.

In sostanza, il rischio di esclusione riguarda soprattutto la singola università scelta, mentre a livello generale le possibilità di accedere ai percorsi restano molto alte.


di LA REDAZIONE



 
 
 

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