Docenti e ATA, buoni pasto, burnout e mobilità? Dopo gli aumenti di 185 e 111 euro mensili, ANIEF chiede di recuperare totalmente l’inflazione. Il 12 maggio confronto all’ARAN
- La Redazione

- 7 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Dai buoni pasto ai trasferimenti, fino al burnout e ai nuovi diritti per precari e personale di ruolo: sul tavolo ci sono richieste che potrebbero cambiare molto più di quanto sembri...

È uno di quei momenti in cui il personale scolastico, docenti e ATA, deve seguire con maggiore attenzione. Il CCNL sul quale riprende il confronto all'ARAN il 12 maggio non riguarda solo aumenti e stipendi, ma diritti concreti che incidono ogni giorno sulla vita lavorativa: mobilità, burnout, welfare, precariato, assegnazioni provvisorie, valorizzazione professionale.
Ed è proprio adesso che alcune richieste potrebbero trasformarsi in decisioni destinate a lasciare il segno. Maggiore sarà la pressione esercitata da sindacati e personale scolastico, maggiori saranno le possibilità che il mondo politico sia disposto ad accogliere il più possibile le richieste avanzate. "Prende il via a breve la contrattazione sulla sezione normativa del Ccnl relativo al triennio 2025-27, trattativa che segue quella sulla parte economica sulla quale lo scorso 1° aprile è stato trovato l’accordo definitivo: la prossima settimana, martedì 12 maggio, e poi martedì 26 maggio, i sindacati rappresentativi si recheranno all’Aran per i primi due incontri finalizzati alla revisione delle norme che regolano la vita professionale di oltre un milione e trecentomila dipendenti dei comparti Istruzione e Ricerca pubblica.
Il confronto – che all’ordine del giorno prevede “la disciplina delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro” - si prevede impegnativo: sono molti, infatti, e in diversi casi complessi i punti da trattare. Dal riscatto agevolato della laurea ai fini dell’anticipo pensionistico alla reintroduzione del doppio canale di reclutamento, dall’assegnazione provvisoria anche per chi ha figli fino a 16 anni all’introduzione dei buoni pasto, dalla revisione della tabella degli scatti di anzianità, con il ritorno del primo scaglione a 3 anni e il passaggio allo scaglione successivo massimo ogni quadriennio, dalla ricostruzione di carriera con validità totale del servizio svolto negli istituti paritari alla mobilita intercompartimentale per il personale che esprime tale aspirazione; dal fondo specifico da destinare per il personale scolastico all’introduzione di una Carta dei servizi equa che coinvolga anche le categorie di lavoratori, come i precari con supplenza breve e il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
Ci sono poi aspetti altrettanto rilevanti, che sicuramente Anief sottoporrà alla parte pubblica, come la mancata considerazione del burnout, che tra i dipendenti della scuola risulta in percentuale elevata, ma anche l’esigenza di giungere alla parità di trattamento del personale precario rispetto a quello di ruolo. C’è poi il problema della scarsa valorizzazione delle figure di sistema e in generale della necessità di valorizzazione del personale docente, dei lavoratori Ata, ovviamente anche i Dsga, quello del bisogno di creazione di un welfare almeno pari a quello vigente in alti comparti, della necessità di creazione delle indennità di sede, di trovare una soluzione ai ‘cedolini tarocco’, dei trasferimenti senza più vincoli illegittimi, dell’esigenza di una campagna screening gratuita per i diritti negati, di procedere con la stabilizzazione del personale avvalendosi di tutte le cattedre spostate in organico di diritto, sostegno compreso.
“Dobbiamo lavorare in modo serrato con l’Aran – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief - per arrivare a realizzare un piano di revisione delle norme il più possibile condiviso: i lavoratori della scuola, supplenti, immessi in ruolo e a fine carriera, chiedono da tempo di introdurre delle disposizioni contrattuali che rispondano ad esigenze reali: l’organizzazione di lavoro, l’assegnazione di compensi giusti, l’introduzione di benefit ormai consueti per tutte la altre amministrazioni pubbliche e private, la possibilità concreta di fare carriera, l’equiparazione generalizzata dei diritti, sono solo alcuni esempi di come le professionalità scolastiche potrebbero e dovrebbero funzionare meglio. Abbiamo l’opportunità per cambiare le cose, è giusto fare in modo che questo si traduca in realtà”, conclude Pacifico.
di Natalia Sessa




.jpg)
.jpg)

















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)
















.jpg)
Commenti