Docenti e ATA alzeranno in piazza le proprie buste paga: “Gli stipendi non bastano più” Flashmob nazionale il 16 maggio davanti al Ministero
- La Redazione

- 7 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Prima il silenzio, poi una lezione simbolica all’aperto e le buste paga mostrate in piazza: la protesta vuole trasformare un disagio quotidiano in qualcosa...

Il picco della protesta sarà scandito da otto minuti di silenzio, durante i quali i manifestanti esporranno in aria le proprie buste paga, ma prima la piazza ospiterà una vera e propria lezione simulata all'aperto. Questa performance illustrerà, conti alla mano, il conflitto tra stipendi bassi e costo della vita sempre più alto. Questa azione rappresentativa è stata organizzata con lo scopo di mostrare in modo concreto la frustrazione dell'intero settore.
Il gesto servirà infatti a denunciare in piazza il divario tra i recenti e modesti adeguamenti salariali e i crescenti carichi di lavoro richiesti quotidianamente a docenti e ATA. Subito dopo questo la mobilitazione diventerà un'assemblea pubblica aperta a tutti i partecipanti. Le richieste della piazza puntano a un incremento strutturale degli investimenti statali per l'istruzione pubblica e a un effettivo miglioramento delle condizioni lavorative quotidiane.
Le priorità assolute restano però gli stipendi, che sempre più non tengono conto del reale costo della vita, la necessità di un vero riconoscimento professionale per i docenti e il personale ATA e, infine, l'urgenza di stabilizzare i lavoratori che vivono ancora nella morsa del precariato.
L’iniziativa, nata e coordinata spontaneamente attraverso un gruppo su Facebook, prenderà vita la mattina del 16 maggio, a partire dalle ore 11.30, proprio davanti alla sede romana del Ministero dell’Istruzione e del Merito. In merito alla modalità, i partecipanti hanno scelto di fare un flashmob nazionale.
di LA REDAZIONE




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