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Scuole aperte d’estate, Pacifico (Anief): “Senza climatizzatori sarebbe una pazzia. La scuola non è un parcheggio”

Il presidente del sindacato richiama l’attenzione sul personale con oltre 65 anni e domanda: “Chi si assume la responsabilità di farlo lavorare a quasi 40 gradi?”

Il confronto sul calendario scolastico torna a intrecciarsi con un problema strutturale che da anni accompagna il sistema di istruzione: la capacità degli edifici di garantire condizioni adeguate quando le temperature diventano estreme. Alla richiesta delle famiglie di servizi più vicini ai tempi del lavoro si affianca, infatti, il tema della tutela di chi quegli spazi li vive ogni giorno, dagli alunni al personale.


“Una delle contraddizioni della scuola è quella di tenere in classe personale con oltre 65 anni, lo stesso che però secondo il Ministero della Salute durante le allerte meteo è considerato a rischio salute e quindi inserito tra le categorie con comportamenti limitati: quello che viene da chiedersi è perché, invece, nella scuola questi dipendenti devono comunque lavorare senza climatizzatori durante le ondate di calore e a quasi 40 gradi? "

Chi si assume la responsabilità?”.

A chiederlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando la forte adesione da parte delle famiglie ai progetti sperimentali avviati a Bologna e Forlì sull’attivazione dei servizi educativi tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, periodo in cui molte attività lavorative sono già riprese mentre le lezioni non sono ancora iniziate. Secondo Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato autonomo, “prima di pensare ad anticipare l’apertura delle scuole occorre climatizzare le scuole: fare didattica non è come stare al parco giochi.


Occorre prevenire i colpi di calore del personale, anche dei collaboratori scolastici, come pure degli alunni. Come sindacato che tutela i lavoratori e chi opera nella scuola, riteniamo che non sia possibile una variazione del calendario scolastico che preveda lezioni d'estate.

Sarebbe una pazzia solo pensarlo con queste ondate di calore.


Bisogna prima allestire ambienti attrezzati, sani e sicuri, con climatizzatori, dove potere fare didattica in condizioni dignitose: lo ripeto, la scuola non è un parcheggio. Piuttosto – conclude il leader dell’Anief –, se proprio si volesse andare a rivedere il calendario settimanale per preservare gli stessi giorni di lezione, bisognerebbe iniziare a ottobre e chiudere a fine maggio”.

di La Redazione



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