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SCUOLA. XXII RAPPORTO LEGAMBIENTE: MESSA IN SICUREZZA DEGLI EDIFICI SCOLASTICI


Giunta alla XXII edizione, la ricerca annuale di Legambiente restituisce una fotografia di quanto le amministrazioni comunali, che hanno competenza sulle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, investono su politiche che intrecciano la sicurezza e sostenibilità degli edifici con la realizzazione e diffusione di buone pratiche. I dati, raccolti tramite questionario, sono relativi all’anno 2021. Tra i parametri della ricerca, per il secondo anno, sono state inserite alcune domande legate all’emergenza da Covid-19 e relative a interventi e servizi a favore delle scuole, degli studenti e delle famiglie.


L’indagine restituisce una fotografia sullo stato dell’edilizia scolastica dei 94 Comuni capoluogo di provincia che hanno inviato i dati del 2021, relativi ai 5.616 edifici scolastici di loro competenza, tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, frequentati da una popolazione di oltre un milione di studenti.


Attraverso l’analisi dei dati forniti dalle amministrazioni si intende dare un contributo alla riflessione sul futuro delle nostre scuole, mettendo in evidenza le buone pratiche su sicurezza, innovazione e sostenibilità, senza dimenticare le forti sperequazioni ancora oggi esistenti tra le diverse aree del nostro Paese.


Certificazioni e accessibilità

Anche quest’anno non si evidenzia alcun significativo passo in avanti rispetto alla capacità delle amministrazioni di mettere a norma i propri edifici scolastici, acquisendo le previste certificazioni di sicurezza. Ancora oggi, infatti, solo il 51,5% degli edifici dispone del certificato di agibilità e il 46,7% di collaudo statico, dati che nel caso delle città delle Isole scendono rispettivamente al 29,5% e al 32,4%. Gli edifici con certificato di prevenzione incendi, nonostante gli stanziamenti introdotti negli anni per la messa a norma, sono il 51,4% (il 32% nelle Isole). Certificazione che secondo il DM 26/08/1992 doveva diventare appannaggio di tutte le scuole, entro 5 anni dall’entrata in vigore, ma il cui termine negli anni è stato più volte prorogato, l’ultima con il Decreto legge 198/2022 al 31 dicembre 2023 (nel caso degli asili nido al 31 dicembre 2024).

Anche l’accessibilità non è una prerogativa di tutte le scuole visto che quelle dotate di accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche sono l’86,5%. Dati che evidenziano come ci sia ancora molto lavoro da fare per mettere tutte le nostre scuole in sicurezza e renderle accessibili a tutti.


Tra le città capoluogo, Isernia, Trento e Verbania dichiarano di avere tutti gli edifici con certificato di agibilità e di prevenzione incendi oltre ad essere dotati di accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche.





Sicurezza e antisismica

Scuole nuove e bioedilizia Sono 274 gli edifici scolastici dei Comuni capoluogo, frequentati ogni giorno da 51.066 studenti, posti in zona sismica 1; dai dati forniti dalle amministrazioni solo 20 risultano progettati e/o adeguati alla normativa antisismica, mentre Messina, Siracusa e Benevento, rispettivamente con 121, 45 e 19 edifici in zona 1 non forniscono questa informazione. Gli edifici in zona sismica 2 sono invece 1.288, per una popolazione scolastica di 265.499 studenti; solo 148 vengono dichiarati progettati o adeguati alla normativa antisismica; Salerno, Trapani e Treviso, rispettivamente con 53, 41 e 39 edifici, non comunicano il dato. Nonostante il 53,8% dei Comuni dichiara di aver realizzato interventi di adeguamento sismico negli ultimi 5 anni, tali lavori hanno interessato solo il 3,1% degli edifici. Nelle Isole le amministrazioni che sono intervenute sono appena il 27,3%, in particolare in Sicilia, dove sono presenti tutti i 389 edifici scolastici posti in zona sismica 1 e 2 delle Isole, negli ultimi 5 anni sono stati realizzati interventi di adeguamento sismico solo su 2 edifici, uno a Messina e uno a Catania.





Le amministrazioni che hanno realizzato la verifica di vulnerabilità sismica su tutti gli edifici scolastici, uno dei principali strumenti per verificare lo stato di salute degli stessi e del terreno su cui sono costruiti, sono il 19,2%, dato che sale al 31,4% se si prendono in considerazione solo quelle poste in area simica 1 e 2.


Avellino, Benevento, Brescia, Cesena, Chieti, Fermo, Gorizia, Macerata, Rieti, Teramo, Viterbo le città in zona 1 o 2 che dichiarano di aver effettuato tale verifica in tutti gli edifici. Quelli in cui tale intervento non risulta ancora realizzato sono tuttavia il 63,8% a livello nazionale, il 43,9% nel caso dei Comuni in zona 1 e 2.


di VALENTINA ZIN


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