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SCUOLA, 318 ASSUNTI PER 700 POSTI VACANTI: SENZA DIRIGENTI SCOLASTICI LA SCUOLA PERDE AUTONOMIA ED EFFICIENZA. TROPPE LE CRITICITÀ, ANCHE PER GLI IDONEI AL CONCORSO IL FUTURO RESTA INCERTO

"Una situazione davvero difficile, alla luce dei dati riportati sono solo 347 i posti autorizzati alle immissioni in ruolo, di cui 318 saranno destinati ai vincitori di concorso... "


Come accade da tempo ormai, anche per l’anno scolastico 2025/2026 il MIM per molti istituti sceglierà la soluzione “pratica e poco dispendiosa” delle reggenze, lasciando senza preside titolare molti istituti che saranno affidati a dirigenti già incaricati su altre sedi. 


Una situazione incresciosa che però sta diventando una vera e propria regola. L’incontro diretto dal MIM svolto a fine luglio aveva come tema centrale proprio la dotazione organica e la valutazione dei presidi per l’a.a. 25/26, ma questo incontro invece di chiarire e tranquillizzare gli interessati ha fatto emergere una situazione non accettabile, alla luce dei dati riportati sono solo 347 i posti autorizzati alle immissioni in ruolo, di cui 318 saranno destinati ai vincitori di concorso. E perché la situazione appare preoccupante? Perché sono ben 700 le sedi che ad oggi risultano vacanti. Quindi la restante parte in che modo sarà coperta? Con le ormai acclarate reggenze. 

Entriamo nello specifico di alcune regioni italiane: 

  • SICILIA: 39 SEDI VACANTI, SOLO 20 RICOPERTE CON NUOVE NOMINE; 

  • LAZIO: 95 SEDI VACANTI, SOLO 39 ASSUNZIONI; 

  • LIGURIA: 17 SEDI VACANTI, SOLO 6 RICOPERTE CON NOMINE IN RUOLO;

Da anni i dirigenti, gli insegnanti sono appoggiati dai vari sindacati per far fronte a questa situazione drammatica. Hanno spesso avanzato la proposta di un organico aggiuntivo ai presidi scolastici per garantire agli insegnanti, agli studenti e all’intera gestione degli istituti: stabilità, organizzazione, potere decisionale, ma nonostante le numerose richieste il Governo sembra ignorare l’evidente criticità.

Anche la richiesta di riaprire la presentazione della domanda di mobilità interregionale, per permettere ai presidi fuori sede di avvicinarsi nella propria regione non è stata accolta. E ad averne la peggio sono le intere scuole e i suoi membri, a partire dai dirigenti scolastici, sovraccaricati di una mole di lavoro insostenibile, a seguire le scuole che vagano tra le varie problematiche quotidiane senza avere un punto di riferimento fisso e gli studenti anche loro in balia delle onde, senza una governance che gli garantisca coerenza, educazione e continuità. 


Un altra situazione che non può passare inosservata riguarda i vincitori di concorso quindi idonei e formati, che a fronte di questi dati, resteranno in graduatoria senza prospettive future ancora per molto tempo.

I dirigenti scolastici hanno bisogno di concretezza, non di belle parole. È arrivato il momento che il Governo si accorga di queste criticità che stanno portando alla rovina del sistema educativo italiano, perché un istituto senza dirigente è un istituto senza una guida, che invece potrebbe garantire autonomia, efficienza ed autorevolezza. 


di LA REDAZIONE



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