Recalcati: "fuga dal chiasso della massa? Scopri come l’isolamento può diventare uno spazio ricco di presenze e di difesa personale"
- La Redazione

- 18 ago 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 19 ago 2025
“Occorre distinguere, nella società attuale, tra isolamento come solitudine ed allontanamento dal frastuono della realtà quotidiana e dei social, al fine di potersi difendere da una realtà fatta di apparenze ed esibizione, in una vita oppressa da…”

In questo periodo estivo la mente corre veloce all'idea di ferie, svago e, di conseguenza, di isolamento. Ma cos'è l'isolamento?! Appare pregnante, in merito, la riflessione dello psicoanalista e saggista italiano Massimo Recalcati, il quale, con una descrizione particolareggiata e densa di sentimento, lo definisce come concetto ambivalente, che si biforca.
Ed è proprio nella stagione estiva e delle vacanze che si può apprezzare il senso più profondo dell'isolamento.
Secondo Recalcati "da una parte c’è l’isolamento come necessità di sopravvivenza, di separazione dal frastuono e dall’obbligo sociale della festinazione perpetua, come, appunto, aspirazione a una condizione di vita capace di ritagliarsi lo spazio e il tempo di un respiro sottratto al rumore assordante del mondo. Dall'altra Parte c’è l’isolamento come caduta nel vuoto e nell’insensatezza, come assenza di contatto, di legame, come abbandono".
Ed ancora, sempre secondo il noto psicoanalista, occorre distinguere, nella società attuale, tra isolamento come solitudine ed allontanamento dal frastuono della realtà quotidiana e dei social, al fine di potersi difendere da una realtà fatta di apparenze ed esibizione, in una vita oppressa da impegni e scadenze; ed isolamento come strazio interiore cagionato dal distacco dal mondo e dagli altri.
Mentre nel primo caso è l'individuo ad operare una vera e propria scelta, nel secondo caso si tratta di una condanna, una prigione a causa della violenza perpetrata dal mondo odierno, tutto proteso a denigrare ed escludere chi resta indietro.
Ed allora, la mente corre veloce a soggetti disagiati ed esclusi come il reietto, l'anormale, il povero o l'anziano. Insomma, Recalcati offre una descrizione molto toccante circa la crudeltà del mondo attuale e ci spinge a riflessioni necessitate.
Recalcati aggiunge poi che “la distinzione tra questi due volti dell’isolamento non può essere irrigidita. L’isolamento estetico può evaporare in una sorta di antisocialità snobistica mentre l’isolamento subito come una ingiuria sociale può dare vita alla potenza rivoltosa dell’indignazione e della critica attiva. Gli stessi assembramenti estivi del popolo delle vacanze non neutralizzano affatto l’isolamento come maledizione ma lo incentivano.
È qualcosa che Adorno aveva intravisto già a suo modo quando sosteneva che il colmo dell’isolamento non si realizza affatto nella solitudine, ma nel trovarsi immersi nel flusso anonimo della massa, nel diventare un numero tra gli altri sprovvisto di nome proprio. È l’isolamento che si può provare tra la folla anonima delle metropoli, tra il brulichio dei non-luoghi. È l’isolamento che si caratterizza come una vicinanza fisica senza alcuna reale prossimità, come la moltiplicazione dei contatti senza alcun incontro reale, come l’effetto degli assembramenti anonimi nei luoghi del turismo di massa. In questi casi si tratta di un isolamento che non si genera per emarginazione, ma per un eccesso di conformazione e di assimilazione. In questo senso l’aspirazione all’isolamento implica sempre un passo laterale, un’uscita dalla serie, il guadagno difficile della propria solitudine".
Pertanto, è fondamentale recuperare la propria individualità senza negare il rapporto con gli altri, bensì riacquisendo l'importanza di se stessi e dei valori e, soprattutto, la rilevanza di non confondersi con la moltitudine.
di VALENTINA TROPEA



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