Maria Rita Parsi: "Cosa pensa tuo figlio di te? Per essere buoni genitori bisogna guardare a come si è stati figli". Il test che aiuta a capire cosa pensano i bambini
- La Redazione

- 3 ore fa
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Il test della “famiglia-zoo” spiegato da Maria Rita Parsi aiuta a comprendere come i bambini percepiscono i genitori e vivono i rapporti familiari...

Cosa pensa davvero tuo figlio di te? Se dovessero chiederci di esprimere un giudizio obiettivo su una persona che amiamo, tale compito potrebbe apparirci difficile. La situazione si complica quando a dover esprimere un giudizio sono proprio i bambini.
Questi ultimi, infatti, non parlano volentieri dei propri sentimenti e, sebbene siano i primi osservatori dei pregi e dei difetti degli adulti, preferiscono tacere per nascondere ciò che provano nel profondo. Eppure è una delle domande più frequenti che ogni genitore si pone: cosa pensa mio figlio di me? Per rispondere adeguatamente a tale quesito appare significativo richiamare alla mente il pensiero della psicologa e psicoterapeuta italiana Maria Rita Parsi, che ci ha lasciati inaspettatamente qualche mese fa ma il cui ricordo continua a vivere nei nostri cuori. Basterà prendere un foglio di carta, delle matite colorate, ed il gioco sarà fatto: si intitola «La famiglia-zoo».
“È un protocollo elaborato dalla psicologa Sabina Manes: non prevede domande che esigano risposte esaurienti e nessun questionario, ma si limita alla proposta di un disegno. Solo nella dimensione dell’immagine, infatti, il bambino si abbandona completamente al proprio sentire, esprime la percezione del mondo, rivela il proprio inconscio e, soprattutto, non deve difendersi dal giudizio dell’adulto”, così come spiegatoci molto accuratamente da Maria Rita Parsi.
Bisognerà, a questo punto, chiedere al bambino di immaginare ogni persona della famiglia come fosse un animale e di disegnarla: in questo caso il bambino non sarà in difficoltà ma anzi si divertirà molto a collegare ogni singolo componente a uno dei tanti animali che conosce. Ed allora apparirà una mamma-ape, un papà-bruco, un fratello-coccodrillo o una sorella-farfalla, e così via discorrendo.
Attraverso questo gioco sarà più semplice comprendere, pian piano, quali sentimenti prova il bambino e come vive i rapporti familiari.
La funzione svolta da ogni genitore, in qualità di educatore, appare di notevole importanza e presuppone una grande responsabilità.
Si ricordi, infatti, che “sono proprio gli adulti a trasmettere ai bambini il senso della vita, l’idea del futuro. Per farlo però hanno bisogno di compiere un percorso all’interno di loro stessi, un’indagine conoscitiva che li porti alle radici del loro essere. Per poter essere genitori, bisogna guardare anzitutto a come si è stati figli, a quali modelli, positivi e/o negativi ci si potrebbe stare inconsciamente ispirando, per poter trasmettere alle future generazioni il meglio di se stessi”, queste le parole utilizzate dalla psicologa e psicoterapeuta italiana.
Non bisogna mai dimenticare, infatti, che alle volte sono proprio i genitori a commettere degli errori, proiettando sui figli le proprie aspettative, i propri desideri, ma anche le proprie insicurezze, non comprendendo fino in fondo che un bambino deve essere accettato ed amato dalla sua famiglia per ciò che è realmente e non per ciò che dovrebbe essere.
Ogni bambino, pertanto, ha diritto ad essere felice e per tale motivo i genitori devono rispettare il suo temperamento, favorendo la formazione della sua personalità e del suo carattere, tenendo conto delle sue predisposizioni ed inclinazioni personali.
E tu, lettore che ci segui, pensi che per essere dei bravi genitori bisogna guardare anzitutto a come si è stati figli, a quali modelli, positivi e/o negativi ci si potrebbe stare inconsciamente ispirando, per poter trasmettere loro il meglio di noi stessi? Ti sei mai chiesto cosa pensa tuo figlio di te?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di VALENTINA TROPEA



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Buongiorno!
Tutto inizia dalla coppia.
Se questa ama vivere nella natura e insegnare a vivere dell'essenziale è sbagliato? I figli avranno traumi a confrontarsi, in seguito, con la società?