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NUOVO RECLUTAMENTO DOCENTI: SERVE NECESSARIAMENTE UN DOPPIO CANALE

A continuare a chiederlo l’Anief, mentre gli altri sindacati tacciono


“Il nuovo reclutamento dei docenti italiani non può prescindere dal doppio canale: mentre Anief continua a chiederlo, gli altri sindacati tacciono e il ministero dell’Istruzione e del Merito si giustifica che se avesse proceduto in questo modo non avrebbe avuto più i posti per assumere i 70 mila insegnanti chiesti dall’Unione europea nel PNRR con i nuovi concorsi. Tutto questo è paradossale”: a sostenerlo è stato oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando il silenzio dell'UE alla richiesta presentata dall'Italia per potere assumere in ruolo quei precari che si sono rivolti alle sue istituzioni per porre fine all'abuso dei contratti a termine.

“Il Governo Draghi – ricorda Pacifico - in un primo tempo rispose alle nostre pressioni, senza consultare le parti sociali, con una gestione della fase transitoria del reclutamento nel PNRR deludente, che portò alla Legge 79/2022 contenente “misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”: è in quella legge che fu inserito l'obiettivo di assumere 70 mila insegnanti con il nuovo sistema di reclutamento entro il 2024.



Il Governo Meloni, di contro, concorda in uno specifico tavolo con le parti sociali una revisione della fase transitoria con il reclutamento dalle GPS (le graduatorie per le supplenze) di prima e seconda fascia su proposta dell’Anief, salvo poi abbandonare questo progetto perché si rischierebbe di risolvere subito buona parte della supplentite: sarebbe stata, dopo anni di cattedre andate deserte durante le immissioni in ruolo (mediamente il 50% di quelle autorizzate ogni anno dal 2016), una risposta importante. Invece, niente”.

Secondo il il sindacato il ritorno dei propri passi del Governo in carica non ha senso: “per questo, rispetto a tale cambio impensabile di rotta che avviene nel silenzio degli stessi sindacati ad eccezione del nostro – conclude il presidente Anief - abbiamo chiesto e ottenuto un primo confronto informale, così da discutere profonde modifiche al decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri ed ora in fase di conversione. Al Parlamento toccherà dare le giuste risposte che i precari attendono: è bene che sappiano che hanno tra le mani una decisione importante”, conclude Pacifico.



di ISABELLA CASTAGNA


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