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Lucangeli: “La felicità nasce dal silenzio, dal tuo stare con te”. È lì che i pensieri cambiano forma

Tra silenzio e consapevolezza, la riflessione invita a riscoprire uno spazio spesso trascurato, dove le emozioni trovano forma e il pensiero si chiarisce...

“Distingui la solitudine dal tuo stare con te”, spesso il vuoto, il silenzio, la calma ci spaventa, siamo così abituati alla confusione che non riconosciamo neppure il nostro bisogno naturale di pace e tranquillità. Ma trovare del tempo da trascorrere da soli con noi stessi è la premura più grande che possiamo rivolgerci. Per questo, l’esperta di Neurosviluppo, Daniela Lucangeli ce lo ricorda attraverso le parole dello scrittore francese Albert Camus:

"Distingui la malinconia dalla tristezza. Esci a camminare. Non deve essere per forza una passeggiata romantica nel parco, con la primavera nel suo momento più spettacolare, fiori e profumi e immagini poetiche eccezionali che ti trasportano dolcemente in un altro mondo. Non deve essere una passeggiata durante la quale avrai numerose epifanie vitali e scoprirai significati che nessun altro cervello è mai riuscito a scovare. Non avere paura di passare del tempo di qualità da solo. Trova il senso o non trovarlo, ma 'ruba' un po' di tempo e dedicatelo liberamente ed esclusivamente a te stesso. Scegli il silenzio e la solitudine. Questo non ti renderà antisociale né ti porterà a rifiutare il resto del mondo. Ma hai bisogno di respirare. Hai bisogno di essere". 

La solitudine spesso ci fa paura in quanto fa da specchio alle nostre vulnerabilità. La mente inizia a viaggiare e il nostro passato e le esperienze vissute potrebbero non essere così piacevoli da rivivere. Ma gli esperti ci insegnano che il tempo che trascorriamo da soli, in nostra compagnia, non è solo sofferenza è prima di tutto cura, consapevolezza e amore.

Solo in questo modo riusciamo a comunicare con la nostra parte più intima, con la nostra vera essenza e spiegare in quale direzione vorremmo che la nostra vita andasse. Infatti, dichiara l’esperta: A volte non ci basta quello che sappiamo dire per dire quello che vorremmo”. Non ci basta perché dobbiamo andare alla ricerca di quelle parole, alla ricerca delle nostre emozioni, ci serve capire, riconoscere e valutare, e il silenzio è l’unico strumento che abbiamo per poterlo fare. Questi momenti possono essere tra le mura di casa, all’esterno, durante una passeggiata come suggerisce Camus, l’importante è che accadano, con il coraggio di affrontare le paure e con l’impegno di trovare il tempo e lo spazio, non perfetto, ma adatto per noi. In questo modo le nostre idee si rigenerano, cambiano forma, cambiano aspetto e spesso, nella solitudine, che poi solitudine non è, anche i problemi più grandi si ridimensionano. La solitudine non è vuoto da riempire, ma spazio da allestire con le parti più autentiche di noi.

E tu, lettore che ci segui, riesci a trovare del tempo per stare davvero con te stesso, lontano dal rumore e dalle distrazioni quotidiane? Credi che il silenzio possa aiutarti a capire meglio ciò che provi e a dare forma ai tuoi pensieri?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.


di NATALIA SESSA

1 commento


Emanuela Giustra
2 ore fa

Riconoscere per amare sé stessi lo si fa attraverso il silenzio, l' anima diventa amica del proprio io.

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