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Insegnanti di religione cattolica 2026/27: chiusi i convitti di Padova e Perugia, calano i posti. Anief chiede valorizzazione e stabilizzazioni

"Siamo a 74 posti in meno rispetto al tetto posto dal MEF. L’informativa sugli organici di educatori, ma anche di insegnanti di religione cattolica, è..."

Sugli organici del personale scolastico educativo, l’amministrazione ha fatto sapere stamattina ai sindacati che quest’anno sono stati eliminati gli esuberi ma sono stati chiusi due convitti: uno a Padova e uno a Perugia. Ci sono 2.224 posti in organico, 38 posti in organico in meno a livello nazionale a causa della diminuzione degli alunni (527 alunni in meno).


Il dato preoccupante, sottolinea l’Amministrazione, è che aumentano le province a zero organico. Siamo a 74 posti in meno rispetto al tetto posto dal MEF.

L’informativa sugli organici di educatori, ma anche di insegnanti di religione cattolica, è stata fatta stamattina ai sindacati di categoria: per Anief c’erano Alberto Ruggin referente personale educativo, Moira Pattuglia referente nazionale IRC con le segretarie generali Chiara Cozzetto e Daniela Rosano.


Il giovane sindacato ritiene che i convitti abbiano bisogno di una rivisitazione: certamente ci sono istituzioni in grande difficoltà ma ce ne sono molte che funzionano e che rispondono alle richieste delle famiglie. Ed in queste strutture cresce il numero degli iscritti.

Certamente è necessario provvedere alla stabilizzazione del personale che da molti anni presta servizio.

Sugli insegnanti di religione cattolica, l’Amministrazione chiarisce che l’organico dipende come sempre dal numero delle classi e dagli studenti che intendono avvalersi della religione cattolica: per l’anno scolastico 2026/2027 ci sono 16.482 in organico posti con una flessione di 174 posti rispetto all’anno precedente, questo per l’organico pari al 70%.


Entrando nel dettaglio del contingente dei docenti di religione cattolica, sappiamo che i posti complessivi sono 23.542, con una dotazione organica pari a 16.482 unità, calcolata applicando il coefficiente previsto dalla normativa vigente.

La Lombardia è la regione con il contingente più elevato:

  • 3.538 posti complessivi, dotazione organica pari a 2.477, seguita da;

  • Sicilia con 2.329 posti;

  • Lazio con 2.215;

  • Campania con 2.813;

  • Veneto con 1.792;

  • Piemonte con 1.658;

  • Emilia-Romagna con 1.541.

  • Molise con 131 posti;

  • Basilicata con 261;

  • Umbria con 367.

Prendendo in considerazione il grado scolastico i 23.542 posti complessivi sono così ripartiti:

  • 10.338 riguardano la primaria;

  • 6.752 la secondaria di II grado;

  • 4.153 la secondaria di I grado;

  • 2.299 la scuola dell’infanzia.

Come possiamo vedere emerge una forte concentrazione nella scuola primaria, circa il 44% dell’intero contingente nazionale.

La Lombardia è prima anche  nella scuola primaria, con 1.652 posti, seguita da:

  • Campania con 1.194;

  • Sicilia con 1.022;

  • Lazio con 980;

  • Veneto con 857;

  • Piemonte con 736.

Mentre, nella secondaria di II grado :

  • Lombardia con 952 posti;

  • Campania con 785;

  • Lazio con 645;

  • Sicilia con 632.

Alla luce dei dati appena analizzati, possiamo affermare che la distribuzione territoriale segue in larga parte il peso della popolazione scolastica. Infatti, le regioni settentrionali e quelle con maggiore densità abitativa concentrano il numero più alto di posti:

  • Lombardia 3.538;

  • Veneto 1.792;

  • Emilia-Romagna 1.541;

  • Piemonte 1.658.

Mentre al sud, sono stati registrati i seguenti dati:

  • Campania con 2.813 posti;

  • Sicilia con 2.329;

  • Puglia con 1.726.

Il sindacato Anief ha chiesto all’Amministrazione che il largo anticipo dell’informativa possa permettere una organizzazione più efficace ed efficiente, rispetto allo scorso anno, in riferimento alla stipula dei contratti a tempo indeterminato, quantificazione dell’assegno ad personam e pagamento degli stipendi in tempo congruo. Abbiamo chiesto che, dopo la ricostruzione di carriera dei neoassunti 2025/2026, avvenga in modo celere il pagamento dei crediti, ove ce ne fossero, e il regolare scatto di anzianità nella fascia stipendiale di reale appartenenza del lavoratore scolastico".

di La Redazione





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