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IL NO DELLA GILDA SUGLI INCARICHI CON TITOLI CONSEGUITI ALL’ESTERO

La Gilda degli Insegnanti boccia la misura sull’assegnazione degli incarichi sul sostegno ai docenti specializzati all’estero e attualmente inseriti nelle Gps con riserva


La Gilda degli Insegnanti dice no alla nuova misura sulla possibile modifica dell’Ordinanza Ministeriale 112/2022 riguardanti le graduatorie provinciali per supplenze (GPS) che permette di firmare i contratti in attesa del riconoscimento in Italia a coloro che hanno conseguito un titolo o una specializzazione su sostegno all’estero.


No alla nuova regola proposta dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in merito ai titoli di specializzazione sul sostegno conseguiti all’estero e stop alla compravendita delle specializzazioni e delle abilitazioni in Europa che danneggia gli alunni con disabilità. La Gilda degli Insegnanti boccia la misura con cui viale Trastevere intenderebbe assegnare gli incarichi sul sostegno ai docenti specializzati all’estero e attualmente inseriti nelle Gps con riserva, prevedendo nel contratto una clausola rescissoria nel caso in cui la valutazione del titolo non andasse a buon fine.

“È certamente necessario trovare una soluzione affinché si acceleri il processo valutativo delle istanze, ma senza cambiare le regole del gioco durante la partita - afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che sottolinea anche la mancanza di “opportuni e proporzionati canali di specializzazione, da attivare attraverso università e scuole, per soddisfare il fabbisogno di insegnanti di sostegno qualificati”. Un altro aspetto di fondamentale importanza evidenziato riguarda la disparità di trattamento, che verrebbe introdotta con la nuova regola, tra chi ha conseguito la specializzazione in Italia secondo la normativa vigente e chi si è specializzato all’estero: “Tutti gli specializzati nel sistema nazionale potrebbero essere scavalcati da colleghi che, in virtù di una migliore posizione in graduatoria, eventualmente li precederebbero nella nomina”. La soluzione prospettata dalla Gilda è di aprire, invece, il Tfa a tutti i docenti che vogliono frequentarlo “o, quantomeno, - conclude il coordinatore nazionale - aumentare il numero di posti disponibili ogni anno per i corsi di specializzazione”.




di CLAUDIO CASTAGNA

contatti: redazione@ascuolaoggi.it - info@ascuolaoggi.it


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