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FORMAZIONE OBBLIGATORIA DOCENTI SULL’INCLUSIONE, SNALS-CONFSAL CHIEDE AL MINISTERO CHIARIMENTI

17 nov 2021
Tempo di lettura: 2 min

Per il sindacato è prestazione lavorativa e rientra nell’orario di servizio

Dopo la sentenza del 28 ottobre 2021 della Corte di Giustizia Europea che ha sancito che la formazione obbligatoria è prestazione lavorativa e rientra nell’orario di servizio lo Snals-Confsal scende in campo e sollecita l’intervento del ministero. Lo spiega il segretario generale Snals-Confsal, Elvira Serafini: “il Ministero non può restare in silenzio di fronte ai pronunciamenti degli organi di giustizia e deve, sollecitamente, convocare le organizzazioni sindacali per rendere note le proprie determinazioni sulle attività preordinate all’avvio dei corsi di formazione sull’inclusione”.



Per il sindacato “Emergono ancora di più le criticità che avevamo messo in luce sull’obbligo di partecipare a corsi di formazione in servizio per il personale docente che presta servizio, a tempo indeterminato o determinato, nelle sezioni/classi con alunni con disabilità, privo dello specifico titolo di specializzazione, ai fini della loro inclusione ai sensi del comma 961, art. 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178 – DM 188 del 21.6.2021”.

A ciò si aggiunge che, “la sentenza del Tar Lazio, pubblicata il 14 settembre 2021, ha disposto l’annullamento del decreto interministeriale 29.12.2020 n. 182 e dei numerosi atti conseguenti, producendo innegabili problemi all'organizzazione delle attività di cui al comma 961 dell’ultima legge di bilancio ed alla nota n. 27622 del 6/9/2021, rigettando anche la richiesta di sospensiva da parte del Ministero”.

Lo Snals-Confsal ha subito protestato “verso indicazioni contrarie alle vigenti disposizioni contrattuali che prevedono un massimo di 80 ore di impegni aggiuntivi obbligatori. Tra l’altro, lo stesso D. Lgs. 66/2017, all’articolo 13, prevede che la formazione in servizio per i docenti nelle cui classi si trovano alunni con disabilità sia una scelta delle singole istituzioni scolastiche e non un obbligo. È inaccettabile – incalza il segretario generale del sindacato - che si continui a non prevedere alcuna forma di esonero dal servizio per l'aggiornamento”.

Snals- Confsal conclude che “la formazione obbligatoria richiede la preventiva delibera collegiale e deve prevedere in ogni caso, come confermato dalla Corte europea, la sua assimilazione alla prestazione lavorativa e come tale da considerare come orario di servizio con tutti gli effetti conseguenti”.

di MARIA SQUILLARO




 
 
 

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