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I docenti devono aggiornarsi sull’Intelligenza Artificiale, Gilda: "Nessun obbligo fuori dal contratto"

Le nuove linee guida spingono per l'aggiornamento digitale. La Gilda avverte: l'innovazione non può trasformarsi in lavoro non pagato

Le nuove tecnologie hanno tutte le carte in regola per trasformare in meglio il mondo della scuola. L'intelligenza artificiale, infatti, promette di rendere lo studio molto più adatto alle esigenze di ogni singolo alunno e di alleggerire il lavoro negli uffici delle segreterie.


Eppure, i pericoli non mancano: il rischio è di diventare troppo dipendenti dalle macchine, di credere a notizie false o di non proteggere a dovere i dati personali (che con le frodi sempre più articolate è sempre più difficile);

e come ha spiegato chiaramente Athena Michaelidou, ministra dell'Istruzione cipriota, il docente è una guida per i ragazzi e per poter usare bene queste invenzioni ha bisogno di tutele e di una preparazione adeguata.


A stabilire come andranno usati i computer di ultima generazione ci sta pensando direttamente l’Unione Europea. A partire dall’estate del 2026, infatti, diventerà del tutto operativo il nuovo Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale. Nel frattempo, il Consiglio Ue ha chiesto a tutti i governi nazionali di seguire un approccio etico e sicuro. L’essere umano (e dunque l’insegnante) deve sempre rimanere al centro della formazione.



L’IA non deve diventare un sostituto del docente. Al contrario, deve diventare un mezzo di consapevolezza, perché è una realtà che si espanderà sempre di più, e la scuola non può ignorarla. Il consiglio dato da Bruxelles è quello di non farsi schiacciare dalle nuove tecnologie; i professori dovranno mettersi a studiare, rafforzando le loro competenze informatiche per imparare a usare nel modo giusto i programmi sul web. Proprio sul dovere di imparare a usare queste tecnologie, però, è arrivato il freno da parte della Gilda, uno dei sindacati degli insegnanti.


Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della sigla, ha messo in guardia i colleghi sottolineando che l’innovazione è una bella sfida ma non deve trasformarsi una scusa per caricare i professori di fatiche non previste. Il sindacato è stato chiaro: la formazione è obbligatoria solo quando rientra nelle normali ore di servizio a scuola. Insomma, i docenti sono pronti a imparare, ma nessuno può imporre loro nuovi compiti fuori dalle regole scritte nel contratto.

di La Redazione





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