Docenti fuorisede: piano di rientro per chi ha punteggi elevati è l'appello del CNDDU rivolto al Ministro Valditara
"Il CNDDU non pone in discussione le tutele previste dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, né la loro applicazione quando ricorrano i requisiti stabiliti dall’ordinamento..."

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sulla condizione dei docenti di ruolo che da molti anni prestano servizio in province lontane da quelle di ricongiungimento familiare e chiede al Ministro di assumere una posizione sulla necessità di introdurre una specifica politica di rientro per il personale interessato da permanenze fuori sede particolarmente lunghe.
La questione non può essere ricondotta esclusivamente alle ordinarie dinamiche annuali della mobilità. Esistono docenti che hanno maturato quindici, venti o più anni di servizio e che, nonostante punteggi elevati, continuano a lavorare a centinaia o, in alcuni casi, a oltre mille chilometri dalla propria famiglia. Il trascorrere degli anni incrementa il punteggio, ma non necessariamente accresce in misura corrispondente la possibilità concreta di ottenere il trasferimento.
L’attuale disciplina della mobilità attribuisce valore all’anzianità di servizio attraverso il sistema dei punteggi e, parallelamente, riconosce specifiche precedenze nelle fattispecie individuate dalla normativa e dalla contrattazione collettiva. In presenza di una precedenza, il trasferimento può pertanto essere disposto a favore di personale con un punteggio inferiore rispetto a quello posseduto da altri aspiranti che ne siano privi.
Il CNDDU non pone in discussione le tutele previste dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104, né la loro applicazione quando ricorrano i requisiti stabiliti dall’ordinamento. Ritiene tuttavia necessario valutare gli effetti che tale assetto produce nel lungo periodo nei confronti di chi, pur vantando una considerevole anzianità di servizio, non beneficia di alcuna precedenza.
La criticità diventa particolarmente evidente nelle classi di concorso nelle quali le disponibilità destinate alla mobilità interprovinciale sono estremamente ridotte.
In questi casi l’applicazione delle precedenze può esaurire i pochi posti disponibili e rinviare ulteriormente il trasferimento di personale con punteggi molto elevati. La reiterazione del medesimo meccanismo negli anni rischia così di ridurre sensibilmente l’efficacia sostanziale dell’anzianità quale criterio di mobilità.
La permanenza fuori sede presenta inoltre una dimensione economica che non può essere trascurata. Una condizione protratta per molti anni comporta costi abitativi, spese di trasporto e continui spostamenti tra sede di servizio e luogo di ricongiungimento. Alla luce di queste considerazioni, il CNDDU ritiene necessario valutare un piano immediato di rientro dei docenti di ruolo fuorisede di lunga permanenza, capace di attribuire un’incidenza maggiore al servizio prestato e alla durata effettiva della lontananza e di considerare, nelle situazioni maggiormente critiche, anche la distribuzione delle disponibilità destinate alla mobilità territoriale.
Su questi elementi il CNDDU rivolge una richiesta diretta al Ministro Giuseppe Valditara: assumere una posizione sulla condizione dei docenti di ruolo fuorisede di lunga permanenza e chiarire se il Ministero intenda promuovere un intervento specifico, già a partire dal prossimo ciclo utile di mobilità, finalizzato a rendere effettivamente più incisivi l’anzianità di servizio e il tempo trascorso fuori dalla provincia di ricongiungimento. Il Coordinamento chiede in particolare al Ministro di valutare l’opportunità di un piano immediato di rientro che affronti prioritariamente le situazioni consolidate da quindici o vent’anni e le classi di concorso nelle quali l’esiguità delle disponibilità rende l’ordinaria mobilità insufficiente a offrire una prospettiva concreta di trasferimento.
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di Natalia Sessa
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