“Docenti, fino a 9mila euro l’anno in meno rispetto ad altri dipendenti pubblici." Anief chiede confronto subito sul nuovo CCNL
- La Redazione

- 1 ora fa
- Tempo di lettura: 3 min
Secondo il sindacato il divario con gli altri dipendenti pubblici è sempre più ampio: nel rinnovo del contratto scuola 2025-2027 entrano stipendi, precariato e nuove tutele...

"Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief: “Il personale della scuola guadagna fino a 9 mila euro l’anno in meno rispetto ad altri comparti della PA”
Anief ribadisce la necessità di avviare immediatamente il confronto per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale Istruzione e Ricerca 2025-2027, lavorando parallelamente sia sulla parte economica sia sulla parte giuridica e normativa. L’obiettivo è chiudere rapidamente gli aspetti retributivi e proseguire il confronto sugli altri temi contrattuali che richiedono un approfondimento maggiore.
“Nel 2000 – ricorda il presidente nazionale Marcello Pacifico – chi lavorava nella scuola percepiva un trattamento economico paragonabile a quello degli altri comparti della pubblica amministrazione. Oggi, invece, il personale del comparto Istruzione e Ricerca arriva a guadagnare fino a 9 mila euro l’anno in meno rispetto ai dipendenti delle funzioni centrali”.
Secondo Anief, le risorse già previste per il pubblico impiego dovranno essere utilizzate per rafforzare il tabellare nel triennio 2025-2027. Tuttavia, la chiusura della parte economica del contratto non può escludere ulteriori interventi legislativi: nella scorsa legge di bilancio, infatti, risorse aggiuntive sono state destinate ad altri comparti della PA e ora è necessario che analoghi stanziamenti vengano riconosciuti anche al personale del comparto Istruzione e Ricerca.
Tra le priorità indicate da Anief vi è anche il principio di parità di trattamento tra personale precario e personale di ruolo, tema sul quale pesa una nuova procedura di infrazione europea aperta nei confronti dell’Italia. Per il sindacato è necessario inserire esplicitamente nel contratto il rispetto delle direttive europee in materia di diritti e trattamento economico.
Il sindacato chiede inoltre di affrontare nella parte normativa diversi nodi irrisolti: la formazione incentivata e il riconoscimento delle numerose figure di sistema che collaborano con i dirigenti scolastici (tutor, orientatori, coordinatori, responsabili di area); la mobilità del personale, con forme di sostegno economico per chi lavora lontano dalla propria residenza; la valorizzazione del personale ATA, compresi i DSGA e le nuove figure professionali.
Anief sottolinea inoltre l’urgenza di affrontare il tema del divario retributivo di genere: nel comparto scuola oltre l’80% dei lavoratori è donna, con livelli di istruzione mediamente più elevati rispetto ad altri settori della pubblica amministrazione, ma con retribuzioni complessivamente inferiori.
Tra le richieste storiche del sindacato torna anche quella dell’introduzione dei buoni pasto, oggi assenti nel comparto Istruzione e Ricerca, nonostante siano previsti nella maggior parte degli altri settori della PA.
Infine, il sindacato chiede di inserire nel nuovo contratto una serie di interventi di welfare e tutela della salute, dalla gestione dello stress lavoro-correlato all’introduzione di strumenti di welfare contrattuale, fino alla regolamentazione del lavoro agile e alla revisione delle progressioni di carriera, con il ripristino dei primi gradoni stipendiali per il personale docente e ATA.
“Serve un contratto che restituisca dignità professionale ed economica a chi lavora nella scuola, nell’università, nella ricerca e nell’AFAM, colmando ritardi storici e riconoscendo finalmente il valore sociale e professionale di questo comparto”, conclude il leader dell’Anief.
di LA REDAZIONE




.jpg)
.jpg)



















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)
















Commenti