Docente assalito a Parma, niente querela per gli studenti violenti: “A punirli ci deve pensare lo Stato”
- La Redazione

- 8 ore fa
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Il docente dell'ITIS, in una testimonianza al Corriere della Sera, ha confermato di aver resistito alle richieste della questura

Non firmerà alcuna denuncia, nonostante le forti insistenze delle forze dell'ordine. L'insegnante sessantatreenne dell'istituto tecnico di Parma, finito al centro di uno scontro con un gruppo di minorenni, ha trascorso due ore in questura rifiutandosi categoricamente di procedere per vie legali.
I dettagli e le ragioni profonde di questa decisione sono stati resi noti dal Corriere della Sera, che ha raccolto in esclusiva la testimonianza dell'educatore.
Alla base di questo rifiuto, come ricostruito dal quotidiano milanese, c'è un motivo. Il docente è convinto che l'intervento punitivo spetti allo Stato e alle istituzioni, e non alle querele dei privati cittadini. Inoltre, considera i trenta giorni di sospensione decisi dalla scuola una conseguenza già molto dura, capace di far riflettere i ragazzi. Una linea di pensiero che lo ha portato a respingere in modo netto anche le recenti dichiarazioni del Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara sull'utilità dell'umiliazione a scopo formativo.
Sempre secondo quanto spiegato al Corriere della Sera, per l'insegnante le immagini riprese dai telefonini non mostrano una vera e propria aggressione, ma un confronto sfuggito di mano, da cui peraltro è uscito del tutto illeso. La miccia che aveva acceso i disordini nel parco, del resto, era stata banalissima: un semplice rimprovero rivolto la mattina stessa a un sedicenne che prendeva a calci una lattina contro le automobili parcheggiate.
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