Docenti e ATA, stop al limite dei 70 anni: la Corte costituzionale cambia le regole. Ecco per chi e perché è un'importante conquista
- La Redazione
- 4 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min
La Consulta ha dichiarato incostituzionale l’articolo 509, comma 3, del Testo unico della scuola: il limite massimo di permanenza in servizio...

La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il limite che imponeva al personale scolastico la cessazione dal servizio al compimento dei 70 anni anche quando non erano ancora stati maturati i requisiti minimi per la pensione. La decisione non innalza l'età pensionabile dei docenti e del personale della scuola, ma evita che alcuni lavoratori possano trovarsi senza stipendio e senza pensione nel periodo necessario a raggiungere il diritto al trattamento previdenziale.
A seguire la disamina del sindacato Anief: "Nuova importante affermazione dell'Anief davanti alla Corte costituzionale. Con la sentenza n. 125, depositata il 14 luglio 2026, il Giudice delle leggi ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 509, comma 3, del Testo unico della scuola (D.Lgs. n. 297/1994), nella parte in cui fissava il limite massimo di permanenza in servizio al compimento del settantesimo anno di età per il personale che non avesse ancora maturato l'anzianità contributiva minima necessaria per conseguire la pensione.
La Consulta ha stabilito che tale limite dovrà invece essere adeguato agli incrementi della speranza di vita previsti dalla normativa vigente per l'accesso alla pensione di vecchiaia, consentendo così ai lavoratori interessati di permanere in servizio fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici, oggi fissati fino a 71 anni.
Nel giudizio si è costituita ANIEF, attraverso una memoria depositata dagli avvocati Walter Miceli e Nicola Zampieri, su mandato del presidente nazionale Marcello Pacifico, a sostegno delle ragioni della docente che aveva chiesto il trattenimento in servizio.
«Questa decisione – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF – restituisce coerenza al sistema previdenziale e tutela il diritto dei lavoratori della scuola a conseguire un trattamento pensionistico dignitoso. Non era ragionevole impedire la permanenza in servizio a chi, anche a causa della precarietà e della discontinuità lavorativa, non aveva ancora maturato i contributi necessari per accedere alla pensione».
L'ANIEF evidenzia come la pronuncia rappresenti un ulteriore riconoscimento del valore dell'attività svolta dal proprio ufficio legale, sempre più impegnato nell'interpretazione e nell'affermazione dei principi del diritto nazionale ed europeo anche dinanzi alla Corte costituzionale
Sul fronte previdenziale resta inoltre alta l'attenzione per un'altra importante decisione della Consulta, attesa nei primi mesi del prossimo anno, relativa alla disciplina del trattamento di fine servizio (TFS) dei dipendenti pubblici.
Anche in quel procedimento l'ANIEF si è costituita con una memoria, chiedendo che venga definitivamente superato il sistema di erogazione differita della liquidazione, già ritenuto costituzionalmente problematico dalla stessa Corte.
Dopo i numerosi interventi accolti negli ultimi anni – tra i quali quello sul tema dell'autonomia differenziata e della necessaria preventiva definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) nel settore dell'istruzione – il giovane sindacato continua a confermarsi un punto di riferimento nella tutela dei diritti del personale scolastico anche nelle sedi di giustizia costituzionale".
di La Redazione
Docenti e ATA, NoiPA luglio 2026: visibili gli importi, presenti i conguagli del 730. Aumenti e arretrati del CCNL sono presenti? (Clicca qui)
Docenti e ATA, arretrati fino a 1.000 euro e circa 140 euro in più in busta paga. Anief: "In arrivo tra luglio e agosto" (Clicca qui)
CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027: aumenti fino a 143 euro per i docenti e 107 euro per gli ATA con arretrati già nel periodo estivo (Clicca qui)




.jpg)
.jpg)















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)


















.jpg)