Carta del docente, ANIEF: “Chi vince il ricorso e non ottiene il risarcimento può sollecitare il pagamento rivolgendosi al TAR”, recuperi fino a 3.500 euro più interessi
- La Redazione

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Secondo ANIEF, la richiesta al TAR può sbloccare il pagamento delle somme riconosciute dai giudici del lavoro ai docenti per la Carta del docente, con recuperi fino a 3.500 euro più interessi, anche in presenza di ritardi dell’amministrazione.

"Farebbero bene a rivolgersi al Tar gli insegnanti che hanno vinto in tribunale il ricorso per ricevere la Carta del docente, senza però mai vedersi accreditato il risarcimento deciso dal giudice del lavoro: l’amministrazione, infatti, dinanzi a tale iniziativa dispone spesso il pagamento della somma, fino a quel momento rimasta “congelata”, prima ancora che si esprima il Tribunale amministrativo regionale.
Così è accaduto anche a seguito del ricorso presentato dai legali Anief nei confronti del Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Quarta), avviato per sollecitare il pagamento della somma indicata in una sentenza “del Tribunale di Verona, Sezione Lavoro, pubblicata in data 13.06.2024, e notificata in forma esecutiva il 07.03.2025”.
Il Tar ha spiegato che “in corso di causa la parte ricorrente dava atto dell’attivazione della carta docenti, insistendo pertanto con conclusioni che si limitassero a tale accertamento, oltre alla condanna alle spese di lite in base al principio della soccombenza virtuale”.
Sempre il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto ha scritto che “sul ricorso deve pertanto essere dichiarata la cessazione della materia del contendere. Con riferimento alle spese di lite, alla luce del comportamento processuale della parte resistente e del numero di controversie e procedimenti pendenti di analogo tenore e contenuto”, il Tar ha quindi condannato “il Ministero resistente al pagamento delle spese processuali in favore della ricorrente in misura pari ad euro 400,00 (già determinate nella misura del 50%) oltre accessori di legge, da distrarsi in favore dei procuratori antistatari”.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “dal Tar del Veneto giunge la conferma che in un modo o nell’altro il ricorso gratuito attraverso i legali Anief specializzati in legislazione scolastica produce le richieste formulate e nella pressoché totalità dei casi avallate dai giudici del lavoro. In questo modo, insegnanti precari o nel frattempo entrati in ruolo hanno la possibilità di recuperare sino a 3.500 euro più interessi di Carta del docente.
Ricordo che i rimborsi dei 500 euro per ognuno degli ultimi cinque anni scolastici possono contare anche sui pareri favorevoli del Consiglio di Stato, dalla Corte di Giustizia Europea e della Corte di Cassazione. E da alcuni mesi le sentenze positive riguardano anche i supplenti che hanno sottoscritto contratti a termine di tipo breve e saltuario: anche loro possono tentare la stessa strada per arrivare al risarcimento”, conclude Pacifico.
LE CONCLUSIONI DEL TAR DEL VENETO
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara la
cessazione della materia del contendere.
Condanna il Ministero resistente al pagamento delle spese processuali in favore della ricorrente in misura pari ad euro 400,00 (già determinate nella misura del 50%) oltre accessori di legge, da distrarsi in favore dei procuratori antistatari.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (e degli articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016), a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità.
di LA REDAZIONE



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