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Caro carburanti, diesel oltre 2 euro: quanto può costare a docenti e ATA raggiungere ogni giorno la scuola. Tabarelli: “Non esclusi 2,50 o 3 euro al litro”

Quanto può costare ogni mese raggiungere la scuola? Per docenti e ATA fuori sede, il pieno rischia di divorare una parte consistente dello stipendio...

Il nuovo anno scolastico non è ancora iniziato, ma per molti docenti e lavoratori ATA si profila già una voce di spesa particolarmente pesante: quella necessaria per raggiungere ogni giorno la sede di servizio.

I dati pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 12 agosto 2026, mostrano il gasolio self-service sopra i 2 euro al litro in tutte le regioni italiane. La benzina si mantiene invece attorno a questa soglia, superandola in alcune aree.

Fuori dalla rete autostradale, il diesel varia dai 2,063 euro al litro del Veneto ai 2,117 euro della provincia di Bolzano. Per la benzina si passa da 1,973 euro nel Lazio a 2,020 euro nella provincia di Bolzano. Ancora più elevati i prezzi medi in autostrada, dove il gasolio self raggiunge 2,154 euro al litro e la benzina 2,060 euro. Un pieno da 50 litri costa quindi circa 108 euro per il diesel e 103 euro per la benzina.

Quanto può spendere chi raggiunge ogni giorno la scuola

Per i lavoratori della scuola il problema non riguarda soltanto le partenze estive. Molti docenti e ATA, soprattutto se precari o assegnati a una sede distante dal proprio comune di residenza, percorrono ogni giorno decine di chilometri tra andata e ritorno.

Il costo effettivo dipende dal tipo di automobile, dai consumi, dal percorso e dal prezzo praticato dal distributore. È possibile, tuttavia, formulare una stima considerando 20 giorni di servizio al mese, un’automobile diesel che percorre mediamente 15 chilometri con un litro e un prezzo del gasolio di circa 2,08 euro al litro.

Percorrenza quotidiana

Chilometri mensili

Spesa mensile stimata

50 km

1.000 km

circa 139 euro

80 km

1.600 km

circa 222 euro

100 km

2.000 km

circa 277 euro

Si tratta del costo del solo carburante. Non sono comprese le eventuali spese per pedaggi, parcheggi, manutenzione e usura del veicolo. Con un’automobile a benzina dai consumi più elevati, la cifra può arrivare a circa 150 euro al mese per 50 chilometri giornalieri e superare i 300 euro per 100 chilometri al giorno.


Per chi deve affrontare lunghi spostamenti, dunque, una parte consistente dello stipendio può essere assorbita dal semplice tragitto tra casa e scuola.

Perché gasolio e benzina sono aumentati

A spiegare le ragioni dei rincari è Davide Tabarelli, economista ed esperto di mercati energetici, presidente e cofondatore di NE Nomisma Energia. Secondo Tabarelli, l’aumento sarebbe legato soprattutto alla crisi dello Stretto di Hormuz e alle difficoltà della raffinazione; se le tensioni dovessero proseguire, non potrebbero essere esclusi scenari ancora più pesanti. Intervistato dall’Adnkronos, il presidente di NE Nomisma Energia ha dichiarato: “Non possiamo ancora escludere scenari da 2,50 o addirittura 3 euro al litro”. Uno scenario possibile qualora la crisi internazionale dovesse aggravarsi e produrre nuove difficoltà negli approvvigionamenti e nella raffinazione.

Il conto in vista di settembre

Il rincaro arriva mentre migliaia di lavoratori attendono di conoscere o hanno appena conosciuto la propria sede per il nuovo anno scolastico. Per chi otterrà una supplenza o un incarico lontano da casa, la distanza non rappresenterà soltanto un problema organizzativo: diventerà una voce da sottrarre ogni mese allo stipendio.

Al momento, il normale tragitto tra la propria abitazione e la sede di lavoro rimane a carico del dipendente. I rimborsi previsti dal contratto riguardano situazioni specifiche, come alcune attività di servizio o di formazione svolte fuori sede, e non il quotidiano viaggio casa-scuola.

Con il diesel stabilmente oltre i 2 euro, accettare un incarico distante potrebbe quindi comportare un costo di diverse centinaia di euro ogni mese. Un peso particolarmente rilevante per chi lavora con contratti a termine, deve mantenere due abitazioni o non dispone di collegamenti pubblici adeguati.

di Natalia Sessa


 
 
 

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