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Carlo Acutis: “Davanti al sole ci si abbronza. Davanti all’Eucaristia si diventa santi!”. La fede di un ragazzo che continua a parlare al mondo. La Santa Messa oggi ad Assisi...

1 ora fa
Tempo di lettura: 2 min

Un computer, gli amici, la scuola e una certezza che accompagnava le sue giornate. Oggi Assisi ricorda Carlo Acutis: che cosa rende ancora così vicina la sua storia?

“Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie”. Carlo Acutis aveva trovato parole semplici per una domanda che accompagna anche noi adulti, quanto della nostra vita scegliamo davvero e quanto, invece, nasce dal bisogno di assomigliare agli altri? Una frase che invita a custodire ciò che siamo, senza consumare le giornate cercando continuamente un’approvazione. Oggi, domenica 11 ottobre, Assisi lo ricorda con le celebrazioni per il ventesimo anniversario della sua morte. Alle ore 10, nel Santuario della Spogliazione, è prevista la Messa presieduta dal cardinale Luis Antonio Tagle, con il collegamento di Canale 5 dalle 9.50.

Il programma prosegue domani, 12 ottobre, giorno della memoria liturgica e anniversario della morte, avvenuta nel 2006. Carlo aveva quindici anni. La Chiesa lo ha proclamato santo il 7 settembre 2025, ma per avvicinarci alla sua storia possiamo partire dalle cose che riempivano le sue giornate: lo studio, gli amici, la passione per l’informatica. Aiutava i compagni con il computer, insegnava catechismo e destinava anche parte della propria paghetta alle persone bisognose. Il tempo per gli altri lo trovava dentro la sua vita di ragazzo. È questo che rende la sua testimonianza così vicina. Quante volte pensiamo che per fare del bene occorrano un’occasione speciale, più tempo o capacità che ancora non possediamo? Carlo utilizzava quelle che aveva. Il talento informatico diventava un aiuto per qualcuno, la fede prendeva forma nelle scelte quotidiane.

“L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo!”, ripeteva. Dopo la Prima Comunione, la Messa divenne un appuntamento centrale delle sue giornate. Realizzò anche una mostra sui miracoli eucaristici, mettendo le proprie conoscenze informatiche al servizio di ciò in cui credeva. Anche internet può diventare uno strumento straordinario per diffondere il bene. Attraverso i social possiamo far conoscere una richiesta d’aiuto, condividere un’iniziativa solidale o raggiungere qualcuno che si sente solo.

Carlo metteva le sue capacità informatiche al servizio degli altri. Noi che cosa scegliamo di fare con gli strumenti che abbiamo ogni giorno tra le mani?

Il paragone tra il sole e l’Eucaristia racconta proprio questa fiducia. Per Carlo, stare vicino a Gesù poteva trasformare una persona. Una trasformazione da portare poi fuori dalla chiesa, nei rapporti con gli amici, nell’attenzione ai poveri, nella disponibilità a condividere ciò che sapeva fare. La sua storia lascia allora una domanda anche a chi si accosta ad essa da lontano: che cosa facciamo dei nostri talenti? Li custodiamo soltanto per noi oppure permettiamo che diventino utili nella vita di qualcun altro?

A vent’anni dalla sua morte, ricordare Carlo significa anche fermarsi su questo. Sulle possibilità che abbiamo oggi, sui gesti che continuiamo a rimandare, sulle persone che potremmo raggiungere. Perché una vita può lasciare molto anche attraverso ciò che dona ogni giorno.

E tu, lettore che ci segui, quale parola di Carlo Acutis senti più vicina alla tua vita? C’è un suo insegnamento che vorresti trasmettere a un figlio o a uno studente? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento.


di Katia Piemontese

 
 
 

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