Crepet: "Mio padre è diventato vedovo molto presto. Lui, uomo razionale, quasi impazzì. Vendette subito la casa, non poteva rimanere un solo giorno in più tra le mura dove eravamo cresciuti"
"Quando si è avuta la fortuna di vivere un amore così grande, un rapporto quasi simbiotico, non si riesce poi a convivere con il vuoto che la persona amata lascia. Ognuno di noi vive..."

“Mio padre è diventato vedovo troppo presto, in un lampo, una domenica di gennaio, poco dopo pranzo. Lui, uomo razionale, quasi impazzì. Non si perdonava, medico per una vita intera, di non essere stato capace di intuire in tempo il pericolo, quella morte senza segnali era per lui intollerabile”.
Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, si lascia andare ad un racconto intimo e profondo per farci comprendere la nostra impotenza davanti ad alcune circostanze inevitabili della vita, un racconto nel contempo capace di far emergere il valore dei legami mentre possiamo ancora viverli. Chi ha perso una persona cara conosce quel senso di vuoto. Un dolore che sembra non avere mai fine. L’esperto si sofferma su un altro aspetto centrale: quando capiamo che c’è stato amore e affetto vero in un rapporto, che sia genitoriale o amoroso? Secondo Crepet, quando dopo la sofferenza inizia a farsi spazio la mancanza. Infatti, sempre del padre Crepet afferma: “Vendette subito la casa, non poteva rimanere un solo giorno in più tra le mura dove eravamo cresciuti e dove lui le era stato accanto fino all’ultimo. Si ritirò in una casa più piccola, vicino a un fiume. Andavo a trovarlo, non spesso come avrei dovuto”.
Quando si è avuta la fortuna di vivere un amore così grande, un rapporto quasi simbiotico, non si riesce poi a convivere con il vuoto che la persona amata lascia. Ognuno di noi vive il periodo dell’elaborazione a proprio modo, c’è chi diventa silenzioso, chi va avanti senza luce negli occhi e c’è chi, come il padre di Paolo Crepet, non riesce a vivere nei luoghi condivisi.
L’esperto racconta di un uomo rigido, dritto e severo che però ad un certo punto della vita capisce che esternare i propri pensieri e sentimenti è l’unico modo per far pace con se stessi. Infatti, durante un breve soggiorno, disse a suo figlio: “domani mattina presto, quando mi alzerò e andrò in cucina a farmi un caffè passando davanti al divano dove dormi, mi accorgerò, come sempre succede, che non ci sei più, che ti sei alzato prima di me, all’alba, che hai chiuso il portone senza far rumore e chissà dove diavolo sarai andato be’, volevo dirti che in quel momento, di fronte a quel vuoto, sentirò che mi manchi”.
Crepet non capì subito l’importanza di queste parole, le comprese in seguito: “Gli premeva soltanto dirmi che cosa aveva capito lui dell’amore alla fine della sua vita.
Tutto incluso, mia madre, i suoi figli, i suoi allievi, i suoi malati, la guerra, gli amici che avevano capitolato uno dopo l’altro. Un po’ come dire “potrebbe capitare anche a te, te ne accorgerai e capirai che cosa significa ciò che ho fatto fatica a comprendere” ”. Il messaggio nelle parole dell’esperto parla di vita autentica, quella che non risparmia le sofferenze ma allo stesso modo dona anche la possibilità di vivere rapporti unici e irripetibili, grazie all’ascolto, al confronto e anche alle incomprensioni che possono farci avvicinare e rafforzare il legame. A volte quel legame si riconosce proprio in una casa che torna silenziosa dopo una visita, nel desiderio che il campanello suoni ancora.
E tu, lettore che ci segui, hai avuto la fortuna di vivere un amore o un legame profondo, come hai gestito la sua mancanza? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento.
di Natalia Sessa




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Non è il vuoto che lascia una persona amata, ma è il troppo pieno. Una presenza costante che continuiamo a vedere anche se non c’è più. La necessità di cambiare casa, strada o vita per continuare a vivere e non impazzire. Può servire cambiare casa, ma alcune volte non è sufficiente, perché quel troppo pieno, quando è nel cuore, viene via con noi.
Sì, ho vissuto un legame per me unico, credevo nell' amore con cui ho costruito...lui era tutto per me. Lui non è morto ma ha distrutto tutto ciò che di bello c era. Ore terribili, un vuoto incolmabile, lacrime senza traccia...ricordi scalfiti nel cuore....sto lavorando, per non impazzire, di cancellare dentro di me il vissuto di ieri.