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Caldo estremo? "Le scuole vanno chiuse, non sussistono le condizioni di sicurezza. Docente si sente male in classe"

Nel torinese una docente è stata soccorsa dopo un malore in aula, mentre in alcune scuole gli alunni vengono portati all’esterno per sfuggire alle temperature sempre più elevate...

L’emergenza caldo arriva proprio nei giorni in cui il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara firma il Decreto da 300 milioni di euro destinato al nuovo Piano Estate, con attività extracurriculari da svolgere durante la pausa estiva, mentre l’Emilia Romagna annuncia la riapertura sperimentale di alcune scuole già dal 31 agosto.

Le temperature continuano a salire e nelle scuole italiane iniziano ad arrivare le prime conseguenze concrete del caldo anomalo di questi giorni. Aule roventi, studenti stanchi, docenti costretti a fare lezione in condizioni sempre più difficili. E mentre in diverse città italiane scatta il bollino rosso, c’è già chi chiede provvedimenti urgenti per tutelare alunni e personale scolastico.


Nel torinese, come riportato da Repubblica, una docente è stata soccorsa dopo aver accusato un malore durante le lezioni. Un episodio che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle scuole durante le ondate di calore. Sara Mattiello, della segreteria provinciale Cub, ha lanciato un appello molto duro: “Le scuole vanno chiuse perché non sussistono le condizioni di sicurezza." Lavorare con temperature sopra i 27 gradi è fuorilegge, ci dovrebbero essere delle tutele per gli insegnanti e per gli studenti”.

In un altro istituto, invece, gli insegnanti hanno deciso di portare gli alunni sotto gli alberi del cortile nel tentativo di trovare un po’ di fresco. Le aule, soprattutto quelle esposte al sole già dalle prime ore del mattino, stanno diventando invivibili.

“Le classi sono esposte a sud e a est e già dalle prime ore diventano incandescenti”, racconta un docente. “Mantenere alta la concentrazione è difficilissimo. Bisognerebbe iniziare a parlare seriamente di emergenza caldo e valutare la sospensione delle lezioni quando si superano determinate temperature. Del resto, quando arriva l’emergenza neve si ferma tutto”.

“In aula sembra di stare dentro un forno”, racconta un altro insegnante. “Le finestre spesso non possono essere aperte per motivi di sicurezza, l’aria resta ferma e il caldo si accumula per ore. I bambini sono esausti. E anche noi insegnanti”.

Il tema del caldo nelle scuole, dunque, non riguarda più soltanto il disagio o la difficoltà di concentrazione, ma inizia ad assumere i contorni di una vera emergenza quotidiana.


di La Redazione



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