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Buoni pasto: presto da 7 a 10 euro, ma perché docenti e Ata non devono beneficiarne? Pacifico (Anief): "Il 12 maggio lo chiederemo all’Aran"

“Il problema è che nella scuola i buoni pasto non hanno avuto mai accesso. E già questo è mortificante. Figuriamoci se poi chi ne..."

"L’importo dei buoni pasto per i dipendenti delle amministrazioni centrali è fermo da quasi 15 anni e entro poco tempo potrebbe salire oltre i tradizionali 7 euro. L’ipotesi potrebbe essere presa in considerazione già da questa settimana durante la trattativa tra Aran e sindacati.


Antonio Naddeo, presidente dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle PA, ha definito la disposizione una “norma-gancio”. Per modificarla, ha spiegato, servirà comunque un intervento legislativo. Anche perché le singole amministrazioni, da sole, non hanno le risorse per finanziare l’aumento. La bozza è solo il primo passo. La partita vera si giocherà quindi in legge di Bilancio, dove andranno trovate le coperture.


Un’ipotesi circola già tra i rappresentanti dei lavoratori: Marco Carlomagno, segretario generale della Federazione lavoratori pubblici, ha calcolato che “basterebbero 180 milioni di euro per portare i buoni pasto dei dipendenti coinvolti a 10 euro”. La sua preoccupazione, però, è un’altra: “I dipendenti pubblici a pranzo hanno tutti diritto allo stesso pasto, così invece corriamo il rischio che quelli di un ministero ‘ricco’ mangino di più dei loro colleghi di un ministero ‘povero’”.


“Il problema – ribatte Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che nella scuola i buoni pasto non hanno avuto mai accesso. E già questo è mortificante. Figuriamoci se poi chi ne beneficia si dovesse ritrovare anche un importo di 10 euro al giorno: la discriminazione diventerebbe quasi una beffa. Dopodomani, quando ci ritroveremo all’Aran a confrontarci per l’inizio della contrattazione normativa 2025-27, come Anief proporremo l’aumento dei buoni pasto per tutti ministeriali, ma ancora prima l’attribuzione di tali buoni anche a tutto il personale scolastico: docenti e personale Ata non sono figli di un dio minore, hanno diritti e doveri come gli altri dipendenti pubblici. Perché – conclude il sindacalista autonomo – per chi lavora nella scuola il trattamento, nel caso dei buoni pasto, ma in generale quando si ha a che fare con compensi e benefit lavorativi, deve essere sempre diversificato in peggio?”.

di La Redazione





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