Bollo auto: “Cancellata una delle tasse più odiate dagli italiani” dichiara Meloni. Cosa cambia nel 2027, chi non pagherà il bollo
Il Governo approva l’esenzione per le vetture fino a 80 kW e per le moto. Il beneficio riguarderà un solo veicolo per persona, ma...

“Oggi il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani”. Con queste parole Giorgia Meloni ha presentato la misura approvata ieri, 16 settembre, dal Consiglio dei ministri, che prevede per il 2027 l’esenzione dal bollo per una parte consistente delle automobili e per i motoveicoli. Il bollo auto non scomparirà per tutti, ma nel 2027 milioni di proprietari potrebbero evitare il pagamento.
Perché la misura entri effettivamente in vigore bisognerà ora attendere l’emanazione del decreto e la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento dovrà inoltre essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni e, durante questo passaggio, potrà ancora essere modificato. L’intervento dovrebbe coinvolgere complessivamente circa 14,5 milioni di mezzi, tra automobili, motocicli e ciclomotori.
Chi potrà non pagare il bollo nel 2027
L’esenzione riguarderà i versamenti della tassa automobilistica con scadenza compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Il beneficio sarà destinato alle persone fisiche e potrà essere applicato a un solo veicolo regolarmente assicurato. Per le automobili è previsto un limite di potenza non superiore a 80 kW, equivalenti a circa 109 cavalli.
Rientreranno le vetture a benzina o diesel e quelle nelle quali una di queste alimentazioni è combinata con un’altra forma di propulsione. Chi possiede più automobili potenzialmente agevolabili non potrà evitare il bollo su tutte. In base al testo approvato dal Governo, il beneficio sarà riconosciuto per il veicolo con la potenza più bassa e, in caso di parità, per quello sul quale graverebbe la tassa meno elevata. L’esenzione comprenderà anche motocicli e ciclomotori. Resterà però fermo il limite di un solo mezzo per contribuente: chi utilizzerà il beneficio per un’automobile non potrà aggiungerlo a quello per una moto.
Il dato da controllare sul libretto
Per capire se una vettura rientrerà nell’agevolazione non sarà sufficiente conoscere il nome del modello. La stessa automobile può infatti essere venduta con motori e potenze differenti.
Il controllo dovrà essere effettuato sulla carta di circolazione, verificando il valore espresso in kilowatt. Soltanto le versioni che non superano la soglia prevista potranno accedere all’esenzione.
Tra i modelli che, in alcune motorizzazioni, potrebbero rientrare figurano Fiat Pandina, Dacia Sandero, Volkswagen Polo, Hyundai i10, Kia Picanto, Citroën C3 e Opel Corsa. L’elenco è soltanto indicativo: prima di considerare acquisito il beneficio sarà necessario controllare i dati riportati sul proprio libretto. Maggiore attenzione servirà per le auto ibride ed elettriche, per le quali potenza commerciale e valore registrato sulla carta di circolazione possono non coincidere. Le modalità applicative dovranno essere verificate sul testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Esenzione limitata a un anno
La misura si applicherà ai versamenti della tassa automobilistica con scadenza compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Non sono previsti limiti legati all’Isee. Inoltre, dovrebbe interessare oltre il 70% delle automobili di piccola e media potenza in circolazione, alle quali si aggiungerebbero circa 1,1 milioni di motoveicoli. Il costo previsto supera i 2,3 miliardi di euro. Per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome l’applicazione richiederà il coinvolgimento delle rispettive amministrazioni.
Non si tratta, almeno per ora, dell’abolizione generale e permanente del bollo. I proprietari di automobili con potenza superiore a 80 kW continueranno a pagarlo e, senza un nuovo intervento, dal 2028 la tassa tornerà dovuta anche per i mezzi agevolati nel 2027.
“Abbiamo scelto di trasformare una parte delle risorse impiegate finora contro il caro carburanti in una misura semplice, pensata soprattutto per chi utilizza ogni giorno auto e moto per lavorare, accompagnare i figli e muoversi”, ha spiegato Meloni. Per conoscere le regole definitive e la data di entrata in vigore bisognerà attendere l’emanazione e la pubblicazione del decreto-legge in Gazzetta Ufficiale.
di La Redazione
Calendario PAGAMENTI INPS Settembre 2026: ADI, Assegno Unico, NASPI, SFL e pensioni. Ecco tutte le date di accredito
Permessi Legge 104, quando si può arrivare a sei giorni al mese. Dal 2026 anche 10 ore annuali per visite e cure
Congedo straordinario per assistere un familiare disabile: chi ne ha diritto e quando si può parlare di abuso




.jpg)
.jpg)



















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)


















.jpg)
Ho pagato il bollo pochi giorni fa in quanto scadeva a settembre. Come faccio a recuperare l’importo da gennaio a agosto 2017?