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Scuola italiana all’estero in difficoltà: ANIEF denuncia il ridimensionamento e chiede più risorse al Governo

ANIEF denuncia il progressivo indebolimento del sistema scolastico italiano all’estero e sollecita un intervento urgente del Governo per garantire risorse e continuità formativa.

"Il sistema della scuola italiana all’estero sta vivendo una fase di progressivo e preoccupante ridimensionamento, nel silenzio quasi totale delle istituzioni. A fronte di una crisi evidente, il Governo non può seguire una inerzia inaccettabile, già vista in passato con la vicenda della chiusura della scuola di Asmara e oggi riproposta nel caso del liceo IMI di Istanbul, dove il rischio di collasso dell’offerta formativa è sempre più concreto.


Sono ormai sei anni che gli stanziamenti di bilancio destinati al contingente scolastico all’estero restano invariati.

Una scelta che, di fatto, ha determinato un progressivo impoverimento del sistema. Nel frattempo, infatti, sono aumentati – giustamente – i coefficienti di sede per il calcolo dell’ISE e le percentuali per la determinazione della MAB, con un inevitabile incremento dei costi per l’Amministrazione.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le risorse non bastano più.


Già lo scorso anno il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha dovuto procedere al taglio di 8 posti effettivi, facendo scendere il contingente da 674 a 666 unità. Ma non solo. Per evitare di rendere evidente l’insufficienza strutturale dei fondi, il MAECI ha fatto ricorso a un escamotage tanto semplice quanto grave: 20 posti formalmente esistenti non vengono attivati, restando vacanti e presenti solo sulla carta.



Una riduzione silenziosa, che altera la realtà e nasconde un dato politico evidente: lo Stato non è più in grado, con le risorse attuali, di sostenere neppure l’organico già ridimensionato. Nel frattempo si moltiplicano i segnali di arretramento del sistema Italia nel mondo: dalla chiusura della scuola di Asmara, all’azzeramento dei posti nel Regno Unito a seguito della Brexit, fino alla crisi del liceo IMI di Istanbul e alla progressiva diminuzione della domanda di lingua italiana nei corsi.


Di fronte a questo scenario, ANIEF chiede al Governo che ha tanto caro il Made in Italy di investire. Servono almeno 40 milioni di euro per ritornare al sistema precedente della buona scuola quando i supplenti erano pagati dallo Stato. Non è più tollerabile assistere a questo lento declino senza una presa di posizione politica netta. L’Italia ha bisogno della sua scuola all’estero, ha bisogno della promozione della lingua e della cultura italiana come strumento strategico di presenza internazionale.


Per ANIEF è necessario intervenire subito con misure concrete: revisione del D.Lgs. 64/2017, ripristinando le graduatorie per le supplenze; abrogazione dei contratti locali per le discipline del curricolo italiano; incremento reale delle risorse per il contingente; invio all’estero di dirigenti scolastici capaci di operare sul territorio, promuovere il sistema Italia e sostenere il personale, non di limitarne l’azione con logiche burocratiche o intimidatorie.

“Non è più il tempo dell’inerzia – dichiara ANIEF –. Serve chiarezza, serve una visione, serve il coraggio di dire se questo Paese crede ancora nella propria presenza culturale nel mondo. In caso contrario, si abbia almeno l’onestà di ammettere che si sta scegliendo di abbandonarla”.

ANIEF continuerà a denunciare ogni arretramento e a battersi per il rilancio di un settore strategico che non può essere lasciato all’improvvisazione e al disinteresse politico".

di LA REDAZIONE





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