Reclutamento docenti: "La scuola italiana ha bisogno di una riforma capace di restituire certezza ai docenti"
- La Redazione

- 1 ora fa
- Tempo di lettura: 5 min
Prosegue in Senato l'esame del disegno di legge n. 545. Il comunicato richiama la necessità di superare...

Prosegue in Senato l'esame del disegno di legge n. 545 sulla formazione iniziale e sul reclutamento del personale docente. Sul provvedimento interviene il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani con una riflessione dedicata al superamento del precariato e alla necessità di una riforma stabile del sistema di reclutamento.
COMUNICATO "Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani accoglie con grande attenzione la prosecuzione dell'esame, presso la VII Commissione permanente del Senato, del disegno di legge n. 545 dedicato alla formazione iniziale e al reclutamento del personale docente.
La discussione parlamentare rappresenta un'occasione che il Paese non può permettersi di sprecare. Dopo decenni di riforme, interventi straordinari e continui cambiamenti delle procedure di accesso all'insegnamento, è giunto il momento di affrontare il tema del reclutamento con una visione organica, capace di guardare oltre le emergenze e di restituire stabilità a uno dei pilastri fondamentali del sistema educativo nazionale.
Negli ultimi anni il dibattito si è concentrato soprattutto sul ruolo delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze e sul rapporto tra queste e le procedure concorsuali.
Si tratta certamente di un tema importante, ma il rischio è che il confronto si riduca a una contrapposizione tra categorie di docenti, mentre la questione centrale è un'altra: comprendere perché il sistema continui a produrre precariato nonostante i numerosi interventi legislativi succedutisi nel tempo.
La scuola italiana continua infatti ad affidare ogni anno decine di migliaia di cattedre vacanti a personale precario che, pur garantendo con competenza e professionalità il regolare funzionamento delle istituzioni scolastiche, rimane privo di una prospettiva certa di stabilizzazione. Una situazione che incide non soltanto sulla vita professionale dei docenti, ma anche sulla continuità didattica degli studenti e sulla capacità stessa dell'amministrazione di programmare efficacemente il proprio fabbisogno di personale.
Nel corso degli ultimi trent'anni il legislatore è intervenuto ripetutamente nel tentativo di individuare soluzioni efficaci. Dal sistema del doppio canale disciplinato dal Testo unico della scuola e successivamente consolidato con la legge n. 124 del 1999, alla trasformazione delle graduatorie permanenti nelle Graduatorie ad esaurimento, dai piani straordinari di assunzione alle procedure transitorie introdotte negli anni successivi, fino alla più recente riforma collegata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ogni intervento ha perseguito l'obiettivo di migliorare il reclutamento e ridurre il precariato. Tuttavia, nessuna di queste riforme è riuscita a eliminare definitivamente le cause strutturali del fenomeno.
La ragione è evidente. Si è intervenuti più volte sugli strumenti di accesso, ma raramente sulla programmazione del fabbisogno e sulla regolarità delle procedure. In questo modo il precariato è stato amministrato, ma non realmente superato.
È quindi comprensibile la richiesta di molti docenti inseriti nelle GPS di vedere riconosciuto il servizio prestato per anni nelle scuole statali. Tale esperienza costituisce un patrimonio professionale che l'amministrazione non può ignorare. Al tempo stesso, però, qualsiasi riforma deve mantenersi pienamente coerente con il principio costituzionale secondo cui il concorso pubblico rappresenta la modalità ordinaria di accesso ai ruoli della pubblica amministrazione.
L'esperienza maturata sul campo e il merito non sono valori alternativi. Devono, al contrario, integrarsi all'interno di un sistema di reclutamento capace di valorizzare il lavoro svolto senza rinunciare alla trasparenza delle procedure selettive e alle garanzie richieste dall'ordinamento costituzionale.
Anche la giurisprudenza europea ha più volte richiamato l'Italia alla necessità di adottare strumenti realmente efficaci per evitare che il ricorso reiterato ai contratti a tempo determinato diventi il modo ordinario di coprire esigenze permanenti dell'amministrazione scolastica. Ciò non significa prevedere automatismi nelle assunzioni, ma costruire procedure tempestive, regolari e coerenti con il principio del merito.
Per queste ragioni il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che la riforma oggi all'esame del Parlamento debba rappresentare l'occasione per superare definitivamente la logica degli interventi emergenziali.
Il concorso pubblico deve continuare a costituire il cardine del reclutamento. Accanto ad esso, tuttavia, appare ragionevole prevedere, per un periodo transitorio e chiaramente definito dalla legge, una procedura pubblica selettiva articolata su base regionale, destinata a valorizzare l'esperienza dei docenti che abbiano maturato un significativo servizio nella scuola statale. Il servizio prestato dovrebbe concorrere alla valutazione insieme ai titoli culturali e professionali e al superamento di una prova didattico-metodologica uniforme a livello nazionale, dando origine a graduatorie regionali di merito e non al semplice scorrimento delle graduatorie utilizzate per le supplenze.
In tale contesto, la posizione dei vincitori delle procedure concorsuali deve essere integralmente salvaguardata, mentre il percorso transitorio dovrebbe consentire di accelerare il riassorbimento del precariato qualificato senza derogare ai principi fondamentali che regolano l'accesso alla pubblica amministrazione.
Parallelamente, il Ministero dovrebbe dotarsi di una programmazione triennale del fabbisogno realmente fondata sui dati relativi ai pensionamenti, alla mobilità, all'andamento demografico, all'organico autorizzato e alle esigenze dei territori.
Solo una pianificazione rigorosa consentirebbe di programmare con continuità i concorsi, i percorsi abilitanti e le immissioni in ruolo, evitando che il sistema continui a rincorrere le emergenze anziché prevenirle.
Occorre inoltre garantire tempi certi nello svolgimento delle procedure di reclutamento e introdurre strumenti di monitoraggio e intervento che impediscano il ripetersi di ritardi amministrativi destinati a riflettersi sull'avvio dell'anno scolastico.
Allo stesso modo, quando il fabbisogno di personale in una determinata regione e classe di concorso si manifesti stabilmente per più anni consecutivi, esso dovrà essere prioritariamente considerato nella programmazione delle successive procedure di reclutamento, affinché esigenze permanenti non continuino a essere soddisfatte attraverso un ricorso sistematico ai contratti a termine.
La scuola italiana non ha bisogno di nuove contrapposizioni tra graduatorie, né dell'ennesima misura dettata dall'urgenza.
Ha bisogno di una riforma capace di restituire certezza ai docenti, continuità agli studenti e credibilità alle istituzioni.
Il Parlamento ha oggi l'opportunità di compiere una scelta che non riguarda soltanto le modalità di assunzione del personale scolastico, ma il modello di amministrazione che si intende costruire per il futuro del Paese. Una riforma autentica non consiste nello spostare semplicemente l'ordine delle graduatorie, ma nel creare un sistema che sappia coniugare merito, esperienza, programmazione e rispetto dei principi costituzionali, affinché il precariato non rappresenti più una componente strutturale della scuola italiana, ma una fase eccezionale e realmente transitoria".
di La Redazione
Docenti e ATA, NoiPA luglio 2026: visibili gli importi, presenti i conguagli del 730. Aumenti e arretrati del CCNL sono presenti? (Clicca qui)
GPS 2026, Domanda 150 preferenze: legge 104 e titoli di riserva come possono essere inseriti correttamente? Ecco una GUIDA completa per immagini. Tutti i CHIARIMENTI utili in merito
Sostegno: i docenti senza specializzazione possono ottenere una supplenza? Vediamo se e quando possibile tenuto conto delle graduatorie incrociate e della continuità didattica




.jpg)
.jpg)


















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)






















.jpg)
Commenti