Pensioni: tasse, rimborsi e quattordicesima. Le tempistiche INPS e le regole per pagare i debiti a rate
- La Redazione

- 24 ore fa
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L'Inps fa da sostituto d'imposta per la dichiarazione dei redditi. Tempi di attesa legati al mese di presentazione del 730.

Se dalla dichiarazione dei redditi emerge un debito nei confronti del Fisco, i pensionati subiranno il recupero delle somme direttamente sul loro cedolino. Ma c'è un modo per alleggerire il peso di questi prelievi: chi riceve un assegno fino a 18.000 euro all'anno e ha un debito superiore a 100 euro, può chiedere di pagare a rate.
La situazione cambia per chi non ha un sostituto d'imposta oppure ha scelto di farsi accreditare i soldi direttamente sul conto corrente bancario dall'Agenzia delle Entrate: in questi casi, le tempistiche di attesa sono in genere molto più lunghe rispetto a quelle di chi si affida all'Inps.
Ma quando arrivano i soldi per chi, al contrario, ha un credito e quindi deve ricevere un rimborso dal Fisco? Il calendario dipende dal momento in cui è stata inviata la dichiarazione. Chi ha ultimato la procedura entro il mese di maggio vedrà il rimborso accreditato sulla pensione di agosto.
Chi ha aspettato il mese di giugno dovrà invece pazientare fino a settembre, mentre per le presentazioni ancora successive si dovrà attendere all'incirca un mese dal momento in cui i dati arrivano sui terminali dell'Inps. È proprio per evitare lunghe attese che i professionisti e gli esperti dei Caf raccomandano sempre di agire con largo anticipo, specie se si aspetta la restituzione di somme corpose.
A operare materialmente i prelievi o i versamenti sul cedolino è l'Inps, che agisce come vero e proprio sostituto d'imposta. Inoltre, a generare crediti sono spesso le spese sostenute per la salute, gli interessi passivi pagati per il mutuo della prima casa, le spese per la scuola e alcuni tipi di assicurazioni.
Questo meccanismo dei rimborsi si mette in moto proprio in questi giorni, non appena archiviata la questione legata al pagamento della quattordicesima. A questo proposito, chi è convinto di possedere tutti i requisiti necessari – ovvero aver compiuto 64 anni di età e rientrare in un limite di reddito non superiore a circa 15.000 euro lordi all'anno, per avere diritto a un importo variabile tra i 336 e i 655 euro – ma non ha ricevuto i soldi della mensilità aggiuntiva, non deve disperare: può ancora verificare la propria situazione navigando sui servizi online dell'Inps, oppure può recarsi fisicamente in un patronato per presentare la richiesta formale. Va comunque tenuto a mente che, quando si parla di conguagli e dichiarazioni dei redditi, i tempi previsti per i pensionati sono per loro natura sempre un po' più lunghi rispetto a quelli dei normali lavoratori dipendenti.
di Leandro Castagna




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