Pensione docenti e ATA e riscatto gratuito della laurea. Anief: “Intanto si approvi la proposta per quello agevolato a 900 euro per anno”
- La Redazione

- 14 ago
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Per il sindacato gli anni di studio dovrebbero essere riconosciuti senza costi, come avviene per gli ufficiali delle Forze armate. Nell’attesa, sollecita l’esame del disegno di legge S.1413, che...

Anni di università, percorsi abilitanti, specializzazioni e tirocini spesso non retribuiti. Per molti docenti l’ingresso stabile nella scuola arriva soltanto dopo una formazione lunga e costosa, mentre il traguardo della pensione continua ad allontanarsi. È da questa distanza tra gli anni dedicati allo studio e il loro riconoscimento previdenziale che riparte la richiesta dell’Anief: rendere gratuito il riscatto della laurea per il personale dell’Istruzione e della Ricerca e, nell’attesa, approvare almeno la proposta che ne ridurrebbe sensibilmente il costo.
Il sindacato torna così a sollecitare l’esame del disegno di legge S.1413, presentato il 5 marzo 2025 dalla senatrice Carmela Bucalo e assegnato alla 10ª Commissione permanente del Senato.
“Perché agli ufficiali è gratuito e alla scuola viene negato?”
A porre la questione è il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico, che richiama la differenza di trattamento tra il personale scolastico e altre categorie:
“Perché un ufficiale delle Forze armate può contare sul riscatto gratuito della laurea e lasciare il lavoro per la pensione piena già a 59 anni, se non prima, mentre a un dipendente della scuola tutto ciò viene negato? Per quale motivo in Germania gli insegnanti possono riscattare la laurea senza costi?”
L’obiettivo indicato dall’Anief rimane, dunque, il riconoscimento gratuito degli anni universitari. Nel frattempo, il sindacato chiede che venga almeno approvato il disegno di legge S.1413, che ridurrebbe l’aliquota utilizzata per calcolare il riscatto, portando la spesa indicativamente a poco più di 900 euro per ogni anno di studio.
Per un percorso universitario quinquennale, il costo complessivo scenderebbe così a circa 4.500 euro, anziché superare i 30mila euro con l’attuale riscatto agevolato.
Gli anni di formazione prima dell’ingresso a scuola
Secondo Pacifico, il problema non riguarda soltanto la laurea, ma l’intero percorso che oggi viene richiesto per arrivare all’insegnamento:
“La maggior parte dei docenti oggi, per diventare insegnante, deve conseguire un’abilitazione presso l’università ed essere in possesso di una laurea magistrale o di una vecchia laurea quadriennale o quinquennale. Un insegnante su quattro, tra vecchie SSIS, TFA e successivi corsi specializzanti, ha dovuto anche acquisire una specializzazione annuale o biennale senza tirocinio retribuito, anzi a pagamento e a numero programmato, come per l’accesso alla facoltà di Medicina; alcuni hanno anche anni di dottorato o assegni di ricerca alle spalle”.
Sono anni durante i quali si studia, ci si forma e spesso si sostengono spese consistenti, ma che non diventano automaticamente anzianità contributiva. Per farli valere ai fini pensionistici, il lavoratore deve affrontare un costo che per molti risulta difficilmente sostenibile.
Per l’Anief, riconoscere questi periodi significherebbe valorizzare una formazione che lo stesso Stato considera indispensabile per accedere all’insegnamento.
La richiesta di accelerare l’esame
“Per questi motivi – continua Marcello Pacifico – lo Stato dovrebbe premiare e sostenere la formazione universitaria, piuttosto che riconoscerla soltanto ad alcuni lavoratori, negandola clamorosamente a quelli dell’Istruzione e della Ricerca, sui quali grava l’educazione dei cittadini di domani.”
Il presidente dell’Anief sollecita quindi un intervento del Parlamento:
“La proposta di legge S.1413 è stata presentata in Senato per garantire almeno il riscatto agevolato. Per questo, come Anief, sollecitiamo un rapido esame della proposta e la sua approvazione, anche con un decreto-legge, prima di invitare a riscattare a pieno titolo anni di studio i cui contributi dovrebbero essere interamente a carico di uno Stato civile”.
La richiesta del sindacato si muove quindi su due livelli: il riscatto gratuito della laurea rimane l’obiettivo da raggiungere, mentre l’approvazione della S.1413 rappresenterebbe un primo risultato concreto, capace di rendere molto meno oneroso il riconoscimento previdenziale degli anni universitari.
Per il momento, tuttavia, la misura resta una proposta parlamentare: prima di produrre effetti dovrà essere esaminata e approvata definitivamente.
La proposta di legge per il riscatto laurea agevolato: il testo presentato in Senato.
di La Redazione
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