PEI e GLO, quale ruolo hanno i genitori? Come contribuiscono alle scelte e cosa accade quando non c’è accordo con la scuola
Le osservazioni della famiglia contribuiscono alla costruzione del PEI. Come partecipare al confronto, esprimere un disaccordo e chiedere...

Le difficoltà che un bambino incontra a casa, le autonomie acquisite, il modo in cui comunica o affronta un cambiamento possono aiutare gli insegnanti a costruire il suo percorso scolastico. È anche attraverso queste osservazioni che i genitori partecipano alla definizione del Piano educativo individualizzato, il PEI, nel Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione, il GLO.
Le Linee guida ministeriali riconoscono alla famiglia una partecipazione piena ai lavori del gruppo. Il modello di PEI prevede inoltre un quadro informativo nel quale raccogliere il suo contributo: ciò che emerge nella vita quotidiana può integrare quanto osservato in classe e aiutare a concordare interventi coerenti.
La convocazione e l’eventuale assenza
Per consentire questo confronto, il dirigente scolastico o un suo delegato deve convocare il GLO con un congruo preavviso, favorendo la partecipazione dei soggetti coinvolti. Le riunioni possono svolgersi anche a distanza: una possibilità da valutare con la scuola quando la presenza crea difficoltà. Sono disposizioni contenute nel decreto interministeriale 182/2020, modificato dal decreto 153/2023.
Se un genitore non può partecipare, è quindi utile comunicarlo tempestivamente all’istituto, così da verificare le soluzioni organizzative possibili. L’assenza, però, non comporta necessariamente il rinvio dell’approvazione.
Il decreto-legge 170/2026, in vigore dal 1° ottobre e ancora soggetto alla conversione parlamentare, consente infatti al GLO di approvare il PEI anche quando manca una delle componenti previste, purché sia stata regolarmente convocata e la mancata partecipazione non permetta di rispettare i termini per l’adozione del documento. La disposizione mantiene dunque l’obbligo di coinvolgere la famiglia attraverso la convocazione.
Quando scuola e famiglia hanno opinioni diverse
Durante la riunione possono emergere valutazioni differenti sugli interventi da prevedere. Il GLO deve considerare gli apporti dei partecipanti e motivare le decisioni, soprattutto quando si discostano dalle proposte ricevute. È quanto stabilisce l’articolo 3, comma 9, del decreto interministeriale 182/2020.
Per la famiglia è utile formulare osservazioni precise: quale difficoltà riscontra, quale intervento propone e per quale ragione. Può chiedere che il proprio disaccordo e le relative motivazioni siano riportati nel verbale. Il confronto deve rispettare le competenze dei partecipanti: le questioni didattiche e la valutazione degli apprendimenti spettano alla componente docente.
Il verbale permette poi di ricostruire quanto discusso e deciso. Viene redatto per ogni riunione e firmato da chi la presiede e dal segretario verbalizzante; i membri del GLO, compresi i genitori, hanno accesso sia ai verbali sia al PEI discusso e approvato.
La partecipazione prosegue anche dopo l’approvazione. Se emergono problemi particolari, le Linee guida consentono ai componenti del GLO di proporre un incontro di verifica attraverso una richiesta motivata al dirigente scolastico. La famiglia può quindi segnalare le difficoltà e chiedere che siano esaminate dal gruppo. Restano previste le verifiche periodiche durante l’anno; le eventuali modifiche al documento devono tenere conto anche delle nuove disposizioni introdotte dal decreto-legge 170/2026.
di Leandro Castagna
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