Giovani NEET, l’Europa investe 40 miliardi: scuola, sport e mobilità per recuperare chi non studia e non lavora
- La Redazione

- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Dietro il fenomeno dei giovani che non studiano e non lavorano si nascondono fragilità sociali sempre più profonde: l’Europa prova a intervenire con un piano che punta soprattutto sui territori più isolati...

Intercettare e recuperare quella fascia giovanile che non studia, non ha un impiego e non è inserita in alcun circuito formativo. Il contrasto all'abbandono sociale, riassunto nell'acronimo NEET, rappresenta uno degli obiettivi prioritari del nuovo programma europeo dedicato all'apprendimento.
Le direttive puntano a un coinvolgimento capillare delle zone periferiche e delle aree interne, territori dove il rischio di isolamento è più marcato. Per raggiungere questo traguardo e agevolare l'accesso ai fondi da parte delle comunità considerate maggiormente vulnerabili, il documento rimarca la necessità di potenziare l'assistenza tecnica e di stringere più solidi partenariati a livello locale. La misura non subirà stravolgimenti, ma continuerà a svilupparsi lungo quattro punti già collaudati nella precedente programmazione: i percorsi di istruzione e formazione, l'organizzazione di progetti giovanili, le esperienze di mobilità internazionale e le pratiche sportive.
Proprio lo sport riceve un'attenzione particolare nel nuovo quadro europeo: il suo ruolo viene infatti riconosciuto come leva educativa essenziale per favorire l'aggregazione e la partecipazione attiva all'interno dei territori.
Per sostenere questa architettura e ampliare le opportunità di integrazione socio-territoriale, il finanziamento subirà un rialzo. Il programma fissato per il periodo 2028-2034 disporrà su un bilancio complessivo di 40 miliardi di euro, cifra che segna una crescita del 30% rispetto alle risorse stanziate nel ciclo precedente. Il piano di investimento ha già superato il vaglio istituzionale, incontrando il parere favorevole di Bruxelles, nel corso dell’ultima sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni.
di LEANDRO CASTAGNA



.jpg)
.jpg)


















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)




















.jpg)
Commenti