Docenti fuorisede e caro affitti, vivere nelle grandi città diventa più difficile. CNDDU: "Avvio di misure concrete che consentano il rientro dei docenti con lunga permanenza nei territori di origine"
- La Redazione

- 23 ore fa
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Docenti fuorisede alle prese con caro affitti e aumento del costo della vita: vivere e lavorare nelle grandi città italiane diventa sempre più difficile, mentre cresce l’appello per misure che favoriscano il rientro nei territori di origine

"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione per i dati recentemente emersi sul costo della vita e sul mercato immobiliare nelle città italiane, che delineano uno scenario economico sempre più critico per migliaia di lavoratori pubblici e, in particolare, per i docenti di ruolo costretti a lavorare lontano dalla propria residenza.
Le analisi sul mercato degli affitti evidenziano una crescente polarizzazione tra territori accessibili e grandi centri urbani divenuti economicamente proibitivi. Secondo lo studio del portale Idealista, Milano registra i prezzi medi più elevati per gli affitti con circa 22,9 euro al metro quadro, seguita da Firenze con 22,3 euro e Venezia con 21,9 euro, mentre Roma si attesta intorno ai 19,7 euro al metro quadro. All’estremo opposto città come Caltanissetta presentano valori medi di circa 4,9 euro al metro quadro. La distanza tra i mercati immobiliari urbani più costosi e quelli più accessibili arriva quindi a superare anche quattro o cinque volte i prezzi medi.
A questi dati si aggiungono quelli diffusi dall’Unione Nazionale Consumatori sull’inflazione nelle città italiane, che confermano quanto il caro vita continui a incidere pesantemente sui bilanci familiari. Nel 2025 Siena ha registrato l’inflazione più alta del Paese con un aumento dei prezzi pari a circa il 2,9%, traducendosi in una spesa aggiuntiva annua stimata in circa 784 euro per una famiglia media. Anche nel 2026 la città si colloca ancora tra le dieci più care d’Italia per impatto dell’inflazione, segnale di un costo della vita che resta stabilmente elevato.
In questo contesto la situazione economica per i docenti fuorisede è diventata estremamente grave. Migliaia di insegnanti di ruolo assegnati lontano dalla propria regione di origine devono affrontare spese abitative sempre più elevate, spesso sproporzionate rispetto ai livelli retributivi del settore pubblico. In molte città il canone di locazione assorbe ormai una quota significativa dello stipendio di un docente, mentre persino redditi lordi annui di circa 59 mila euro risultano talvolta insufficienti per accedere a un mutuo nei mercati immobiliari più costosi.
Particolarmente critica è la condizione dei docenti di ruolo fuorisede che da anni risultano bloccati lontanissimi dalle proprie città di residenza a causa delle rigidità del sistema di mobilità. Per questi insegnanti il costo della vita si somma alla distanza dalle famiglie, alle frequenti spese di viaggio e alla necessità di sostenere costi abitativi sempre più onerosi, generando una situazione di forte pressione economica e personale.
Per il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani questa situazione rappresenta un segnale di allarme che non può essere ignorato. Il diritto all’istruzione sancito dalla Costituzione si fonda anche sulla tutela delle condizioni di vita e di lavoro dei docenti e sulla possibilità di garantire una presenza stabile e motivata del personale scolastico nei territori.
Per queste ragioni il CNDDU rivolge un forte e urgente appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché la condizione dei docenti di ruolo fuorisede, in particolare di quelli bloccati da molti anni lontanissimi dalle proprie città di residenza, diventi una priorità nell’agenda politica del Ministero.
Si chiede l’avvio di misure concrete che consentano il rientro dei docenti con lunga permanenza fuori sede nei territori di origine o comunque più vicini alla propria residenza, così da ridurre le distanze familiari e alleggerire il peso economico legato al costo della vita nelle città più onerose.
La scuola italiana non può continuare a reggersi sul sacrificio economico e personale silenzioso di migliaia di insegnanti. Garantire condizioni di vita dignitose ai docenti e offrire prospettive di rientro a chi da anni lavora lontano dalla propria casa significa tutelare non solo una categoria professionale, ma uno dei pilastri fondamentali della coesione sociale e democratica del Paese".
di LA REDAZIONE




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