Docenti fino a 1.000 euro in meno al mese, precari per anni, lontani dalle famiglie e a rischio burnout. Anief ribadisce: "Non esistono lavoratori di serie A e di serie B"
"Si tratta di professionisti plurititolati, ma ancora sottopagati, in media tra i 500 e 1.000 euro in meno al mese, e poco valorizzati da uno Stato che spesso li sfrutta per anni... "

In occasione della festa dei lavoratori, tenutasi come ogni anno in data 1° maggio, Anief ricorda al governo l'importanza di creare migliori condizioni lavorative, soprattutto per il comparto Istruzione ricerca, evidenziando alcuni punti critici sui quali occorre necessariamente soffermarsi:
“Come Anief invitiamo le istituzioni a creare, migliorare e tutelare le condizioni di lavoro di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori del comparto Istruzione e Ricerca: si tratta di professionisti plurititolati, ma ancora sottopagati, in media tra i 500 e 1.000 euro in meno al mese, e poco valorizzati da uno Stato che spesso li sfrutta per anni, anche decenni, da precari e li divide dalle loro famiglie per colpa di norme inutili e li mette a serio rischio di burnout, a causa dell’evidente stress da lavoro correlato ancora disconosciuto”.
Lo dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Sono un milione e quattrocentomila i silenti servitori della Repubblica nel nostro Paese e all'Estero, che operano nei comparti Scuola, Università, Afam e Ricerca: come sindacato autonomo, in occasione del 1° maggio ci sentiamo in dovere di rivendicare e reclamare i loro diritti, per ribadire che non esistono lavoratori di serie A e di serie B. Per ricordare che la dignità delle persone passa anche per trattamento lavorativo adeguato ai bisogni e rispettoso dei propri diritti”, conclude Pacifico.
di LA REDAZIONE




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