Docenti e ATA: pensione a 60 anni e riscatto laurea gratuito? Le richieste restano ferme al palo, ma Anief insiste: "Si tratta di lavoro gravoso"
- La Redazione

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Riscatto laurea gratuito solo per alcune categorie: docenti e ATA esclusi. Anief rilancia su pensione a 60 anni e modifica della norma...

Non è per tutti. Il riscatto gratuito della laurea, appena chiarito nelle note operative dell’INPS, riguarda solo alcune categorie e lascia fuori ancora una volta il personale della scuola. Docenti e ATA, infatti, non rientrano nella misura, nonostante il tema pensionistico resti uno dei più urgenti nel comparto istruzione.
È da qui che riparte la richiesta dell’Anief: estendere il beneficio anche al mondo della scuola e affrontare in modo strutturale il nodo dell’uscita anticipata dal lavoro, con una proposta chiara che torna al centro del dibattito.
L’Inps ha pubblicato le note operative per il riscatto gratuito della laurea: la facoltà riguarda però solo i militari, e l’unica estensione riguarda gli ufficiali dei forestali. E per i lavoratori della scuola? A chiederlo pubblicamente è l’Anief: il giovane sindacato si rivolge, inoltre, all’Ufficio di presidenza della X Commissione del Senato per chiedere di avviare con urgenza - un anno dalla sua presentazione -l’esame della proposta di legge S 1413, attraverso la quale si garantirebbe il riscatto della laurea almeno agevolato (900 euro per anno universitario svolto) anche al personale del comparto Istruzione e Ricerca.
Nel frattempo, sono state aperte anche le funzioni per i lavori gravosi e pesanti per la presentazione della domanda entro il 1° maggio 2026: possono presentare l’istanza tutti coloro che maturano i requisiti per il pensionamento dal 1° gennaio al 31 dicembre 2027. I lavoratori dipendenti devono avere almeno 35 anni di anzianità contributiva e un'età minima di 61 anni e 7 mesi. Appartengono alla categoria di lavoratrici gravose le maestre e i maestri del primo ciclo d’istruzione, più le educatrici dell'infanzia. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, continua a ribadire “la necessita che il Governo riconosca tale lavoro gravoso a tutto il personale scolastico nelle more che sia riconosciuto il burnout e si preveda il pensionamento a 60 anni, senza penalizzazione economica, come avviene per il personale delle forze di polizia e delle forze armate. Su questa proposta un anno fa Anief ha raccolto in pochi mesi oltre 116 mila firme in una petizione specifica”.
In difesa dei diritti del personale scolastico, il sindacato Anief ha anche attivato anche una campagna sindacale per il riconoscimento del burnout mobilitando le RSU, gli RLS e tutti i dirigenti sindacali territoriali: nell’occasione, tornerà a chiedere di attivare l'Osservatorio permanente chiesto dal Senato recentemente in uno specifico ordine del giorno che è stato approvato. “La verità – conclude Marcello Pacifico – è che il personale della scuola dovrebbe lasciare il lavoro a 60 anni, così come ha l’opportunità di fare un dipendente che svolge lavoro usurante o rischioso, come accade nelle forze armate e di polizia. Considerando anche che l'80% di chi lavora nella scuola italiana è donna, l’età dovrebbe essere ulteriormente anticipata, sempre senza alcuna penalizzazione economica”.
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