Docenti e ATA in piazza il 9 maggio davanti al MIM: “Non vogliamo più accontentarci delle briciole”. Stipendi bassi e proteste in crescita
- La Redazione
- 5 ore fa
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Dagli scioperi di aprile fino alle mobilitazioni di maggio: il malessere nella scuola si allarga e punta su stipendi e diritti

Docenti e personale ATA tornano a far sentire la propria voce. Il prossimo 9 maggio, alle ore 14, è prevista una mobilitazione a Roma, in viale Trastevere, davanti al Ministero dell’Istruzione e del Merito. Al centro della protesta una questione che da anni resta aperta: gli stipendi, ritenuti ancora troppo bassi rispetto al costo della vita e alla media europea.
Il tema economico si intreccia con quello del rinnovo contrattuale, atteso da tempo e ancora incompleto nella parte normativa. In un contesto segnato da inflazione, caro benzina e aumento generale dei prezzi, molti lavoratori della scuola ritengono insufficienti gli incrementi riconosciuti finora.
“Siamo stanchi delle false promesse. Ci dicono che insegnare è una missione, una passione… ed è vero. Ma amiamo il nostro lavoro e proprio per questo pretendiamo rispetto. Insegnare è sì una passione, ma è prima di tutto un lavoro. Un lavoro di estrema responsabilità che forma le future generazioni. E un lavoro deve essere ben retribuito”.
Nel comunicato diffuso nelle scorse ore emerge con forza anche il richiamo al ruolo di tutto il personale scolastico: non solo docenti, ma anche collaboratori e amministrativi, senza i quali la scuola non potrebbe funzionare.
“Dopo tanti anni di attesa di rinnovo contrattuale non vogliamo più accontentarci delle briciole. Chiediamo aumenti concreti e stipendi al pari della media europea”.
Le richieste che accompagnano la mobilitazione sono chiare:
stipendi dignitosi;
riconoscimento della professionalità;
investimenti nella scuola pubblica;
stabilizzazione dei precari.
La mobilitazione del 9 maggio si inserisce in un contesto più ampio di protesta che sta attraversando l’intero settore pubblico. Una sequenza di scioperi e iniziative, distribuite tra aprile e maggio, che evidenzia un malessere diffuso tra i lavoratori della scuola e non solo.
La prima tappa è prevista per il 20 aprile, con uno sciopero che coinvolgerà personale docente e ATA. A seguire, il 23 e il 24 aprile, è previsto uno sciopero generale che interesserà anche altri settori della pubblica amministrazione.
Il mese di maggio si aprirà con ulteriori mobilitazioni. Il 6 maggio sono previsti scioperi che coinvolgeranno in particolare la scuola primaria, mentre tra il 6 e il 7 maggio le proteste interesseranno docenti, personale ATA, dirigenti ed educatori.
Una sequenza ravvicinata di iniziative che, più che frammentazione, appare come un segnale chiaro: il disagio del personale scolastico sta emergendo con sempre maggiore forza e chiede risposte concrete.
di LEANDRO CASTAGNA



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