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DISPERSIONE SCOLASTICA: SI REGISTRA UN ALTO TASSO NEL MEZZOGIORNO

Nel Napoletano, denunciati i genitori di 65 ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 14 anni che non hanno rispettato l’ obbligo d’ istruzione


La dispersione scolastica è un problema che si verifica soprattutto nel Mezzogiorno. Infatti, nel Napoletano, tra i comuni di Pozzuoli e Quarto,si è registrato un elevato numero di denunce a genitori ritenuti colpevoli di non aver fatto rispettare ai loro figli minorenni l’ obbligo di istruzione. Le denunce sono state notificate in queste ore dai militari dell’ Arma. È allarme.

Ad essere stati denunciati i genitori di 65 ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 14 anni, che non hanno frequentato la scuola dell'obbligo durante l'anno scolastico 2022/2023. I nuclei familiari sono stati segnalati alla Procura ordinaria e a quella dei minorenni di Napoli dai carabinieri della compagnia di Pozzuoli, inoltre sono stati informati anche i servizi sociali competenti per territorio. Anche se la dispersione scolastica è un fenomeno che si concentra maggiormente nel Mezzogiorno, è diffusa comunque in tutto il territorio italiano.


A tal proposito, lo scorso 9 maggio il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha svolto un’audizione nell’ambito dell’indagine conoscitiva su povertà educativa, abbandono e dispersione scolastica, al Senato, in 7a Commissione Cultura e istruzione: “Ecco i dati sulla dispersione scolastica in Italia, la percentuale di popolazione in età tra i 18 e i 24 anni che ha al massimo ottenuto il titolo di secondaria di primo grado. Nel 1992 era al 37,5%, per attestarsi, nel 2021, al 12%, secondo l’Eurostat. Negli ultimi anni l’Italia ha conseguito dei risultati importanti nella lotta alla dispersione. Il traguardo posto dal Pnrr per il 2026 è la riduzione al 10,2% e al 9% per il 2030. Nel 2021 l’Italia ha riportato un tasso di abbandono precoce migliore al 12% solo in Spagna e Romania. Analizzando i dati italiani si nota una forte disparità tra regioni e uno svantaggio molto accentuato nel Mezzogiorno. In Sicilia si arriva al 21%. L’obiettivo del PNRR è ridurre la percentuale di poco più di 2 punti evitando che circa 470 mila giovani abbandonino la scuola prima del diploma. Il nostro Paese deve tenere sotto controllo anche la dispersione implicita. L’Italia dal 2019 si è dotata di un sistema di rilevazione della dispersione tramite l’anagrafe dello studente e le prove Invalsi. La lettura congiunta dei dati mostra che gli studenti che si trovano in condizioni di fragilità degli apprendimenti si attesta a oltre il 20%, cioè un giovane su cinque”.


Valditara ha poi concluso: “Povertà educativa: bimbi e giovani a causa di difficili condizioni economiche non hanno le stesse opportunità di apprendimento di loro coetanei. Non è inevitabile: la trasmissione dello svantaggio si può superare con un’offerta formativa personalizzata e di supporto globale alle famiglie. Nel G7 che si aprirà giovedì prossimo in Giappone il punto all’ordine del giorno è proprio questo. Personalizzare non significa che ogni studente diventa una monade e non si inserisce in un contesto ampio”.



di ISABELLA CASTAGNA


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