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Maria Rita Parsi: “Un bambino trattato con amore sarà in grado di donarlo a se stesso e agli altri. Non essere ascoltati o non essere oggetto di attenzioni produce la sottovalutazione di se stessi"

Un bambino amato diventerà ben presto un adulto capace di amare non solo se stesso ma anche gli altri mentre un bambino non ascoltato o non oggetto di sufficienti attenzioni diventerà un adulto insicuro, incapace di…

La funzione genitoriale implica senz’altro una grande responsabilità, un impegno ed una presenza costante nei confronti di chi siamo chiamati a crescere ed educare congruamente e consapevolmente. È proprio per tale motivo che spesso ci si chiede cosa serva per poter essere definiti dei buoni genitori, adulti di riferimento in grado di modulare la propria autorevolezza senza mai dimenticare l’importantissima funzione pedagogica svolta.

In realtà non esistono manuali da seguire, regole da osservare, protocolli ai quali attenersi, perché genitori si diventa col tempo grazie all’esperienza acquista ed al legame che si è riusciti ad instaurare con i propri figli, rimanendo al loro fianco ed imparando a conoscerli fino in fondo.

Alle volte però, nonostante l’impegno profuso, ci si sente inadeguati, non all’altezza del ruolo che si è chiamati a rivestire, in colpa per non aver dedicato ai propri figli il tempo migliore, prediligendo il lavoro quale primaria necessità e trascurando chi invece si aveva il dovere di tutelare e proteggere: ecco allora perché i genitori spesso diventano “amici” dei figli, trasformandosi in educatori servizievoli ed accondiscendenti, che assecondano ogni loro capriccio pur di sentirsi meno in colpa a causa del poco tempo trascorso assieme.

In tale prospettiva appare considerevole richiamare alla mente il pensiero della psicologa e psicoterapeuta italiana Maria Rita Parsi che ci ha lasciati inaspettatamente ormai più di un mese fa ma il cui ricordo continua a vivere nei nostri cuori.

“Gli adulti, i genitori, sono dei punti di riferimento, delle guide che accompagnano il bambino e lo affiancano nei momenti di iniziazione, nei passaggi cruciali da un’età all’atra. Fra adulti e bambini parlerei di amore, affetto, solidarietà e rispetto; il rapporto con un adulto non può essere paragonato a quello con un amichetto, gli adulti nei confronti dei bambini sono e devono essere investiti di responsabilità, la responsabilità dell’educare. Vi è poi la tenerezza, la complicità, il conoscere così bene i propri figli da saper donare ad ognuno di essi la comprensione di cui hanno bisogno e la certezza rassicurante di essere dalla loro parte.

Un rapporto che poi si ribalta quando il bambino diventa adulto e il genitore anziano”, queste le parole intrise di significato utilizzate dalla psicologa italiana per descrivere il rapporto che dovrebbe intercorrere tra un adulto ed un bambino. Dunque i genitori dovranno fungere da esempio, non dimenticando mai che “solo chi ha ricevuto rispetto, è in grado di rispettare se stesso e il resto del mondo”.

Pertanto “chi è stato trattato con amore, sarà in grado di donarlo a se stesso e agli altri. Non essere ascoltati o non essere oggetto di sufficienti attenzioni produce non solo il non rispetto per gli altri, ma anche la sottovalutazione di se stessi”, così come spiegatoci molto accuratamente e dettagliatamente da Maria Rita Parsi.


D’altronde un bambino amato diventerà ben presto un adulto capace di amare non solo se stesso ma anche gli altri mentre un bambino non ascoltato o non oggetto di sufficienti attenzioni diventerà un adulto insicuro, incapace di accrescere e nutrire la propria autostima. Ecco perché i genitori non devono solo “nutrire i figli quando hanno fame o coccolarli quando piangono, ma anche avere la capacità di lasciarli andare quando sono pronti a fare da sé. Solo se vieni rispettato, sin dai primi momenti della tua vita, comprenderai che bisogna rispettare te stesso e gli altri. Chi si sente invisibile può instaurare prima una lotta fatta di blocchi e rifiuti, poi manifestare disagio sia a livello individuale che sociale. Il non rispetto, alla lunga, crea catastrofi”.

E tu, lettore che ci segui, pensi che ogni bambino meriti di essere trattato con amore e rispetto perché solo in tal modo potrà diventare ben presto un adulto capace a sua volta di amare e di essere amato? In qualità di genitore sei riuscito a fungere da esempio, modulando adeguatamente la tua autorevolezza e dedicando a tuo figlio le giuste attenzioni senza mai trascurarlo o farlo sentire invisibile? Da bambino hai ricevuto quell’amore che ti ha permesso di diventare un adulto migliore, maturo e consapevole?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.


di VALENTINA TROPEA

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