Certificazione Unica: attenzione controllare questi parametri per evitare di pagare di più
- La Redazione

- 29 mar
- Tempo di lettura: 2 min
"La CU viene rilasciata anche per prestazioni come: assegno di inclusione, indennità di disoccupazione NASpI, DIS-COLL... "

Marzo è il mese della Certificazione Unica per lavoratori, pensionati e percettori di prestazioni. In particolare è un documento fiscale rilasciato ogni anno dal datore di lavoro o da enti previdenziali come Inps o Inail che attesta i redditi percepiti e le relative ritenute fiscali. Inoltre ricordiamo che può essere utile anche nella compilazione dell’Isee per accedere ad una serie di bonus.
Tra gli aventi diritto al documento fiscale non ci sono solo lavoratori dipendenti ma anche: pensionati, collaboratori e lavoratori autonomi con ritenuta d’acconto, percettori di indennità di disoccupazione, beneficiari di prestazioni previdenziali o assistenziali. Ovvero, tutti coloro che, nell’anno in corso, hanno percepito reddito. Ricordiamo che la CU riguarda sempre i redditi dell’anno precedente per cui la CU del 2026 certifica i redditi del 2025. È possibile scaricare il documento dal sito dell’Agenzia delle Entrate nella propria area riservata. Ed è già presente nel 730 precompilato.
Se il CU non è visibile, potrebbero esserci stati degli errori durante l’invio, per tali ragioni sarà necessario richiederlo direttamente al soggetto che ha erogato il reddito.
Inoltre viene rilasciata anche per prestazioni come: assegno di inclusione, indennità di disoccupazione NASpI, DIS-COLL per collaboratori, pensioni, cassa integrazione a pagamento diretto, alcune indennità e trattamenti assistenziali. Occorre però prestare attenzione all’assegno unico e all’assegno di invalidità civile, in quanto questi non sono considerati reddito, non sono soggetti a tassazione per cui non partecipano alla dichiarazione dei redditi.
La Certificazione Unica deve essere resa disponibile entro il 16 marzo di ogni anno, ma è bene non utilizzarla fin quando non si sono controllati accuratamente alcuni parametri. I dati ai quali prestare attenzione sono:
i redditi indicati;
le ritenute Irpef applicate;
le detrazioni riconosciute;
i contributi previdenziali versati.
Se dopo la verifica ci rendiamo conto di anomalie occorrerà contattare chi ha rilasciato il documento, che procederà ad emettere una CU correttiva. È bene precisare che la modifica deve essere richiesta prima di utilizzare la CU altrimenti potrebbero non coincidere i redditi percepiti e le imposte già versate e l’interessato potrebbe rischiare di “pagare” di più.
di LA REDAZIONE




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