Carta del docente, Renzi attacca: “Meloni taglia il bonus ai professori ma aumenta stipendi e consulenze dei dirigenti romani”. Valditara replica: “Abbiamo aumentato le risorse”
- La Redazione

- 8 mar
- Tempo di lettura: 3 min
L’ex premier rivendica la misura introdotta nel 2015 e critica la riduzione del bonus da 500 a circa 383 euro. Il Ministro dell’Istruzione respinge le accuse e difende la riforma: risorse complessive aumentate ed estensione ai docenti precari...

Si accende lo scontro politico sulla Carta del docente, il bonus destinato alla formazione degli insegnanti introdotto nel 2015 e utilizzato negli anni per l’acquisto di libri, strumenti digitali, corsi di aggiornamento e attività culturali.
La polemica nasce dopo la riduzione dell’importo medio disponibile per ciascun insegnante che è sceso da 500 euro a 383 euro. Riduzione causata dall'ampliamento della platea, sono inclusi da quest'anno i docenti precari.
Per la nuova edizione di Eduscopio, il gruppo di lavoro della Fondazione Agnelli, coordinato da Martino Bernardi, ha analizzato i dati di 1.355.000 diplomati italiani di 8.150 scuole in tre successivi anni scolastici (a.s. 2019/20, 2020/21, 2021/22) e sulla base di questi propone in modo semplice e trasparente informazioni utili a capire se la scuola superiore dove questi studenti hanno preso la maturità ha svolto un buon lavoro".
Sul tema è intervenuto l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, che in un post pubblicato sui social ha rivendicato la paternità della misura introdotta durante il suo governo nel 2015.
Nel messaggio pubblicato su Facebook, il leader di Italia Viva ha criticato duramente l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, accusandolo di aver ridotto il valore del bonus destinato agli insegnanti.
“Dieci anni fa il mio Governo ha istituito la carta del docente con 500 euro per ciascun docente. Tutti i governi successivi hanno confermato la mia misura.Da lunedì prossimo grazie al Governo Meloni la carta del docente non vale più 500 euro ma 383 euro.Giorgia Meloni aumenta le consulenze di Chigi, gli stipendi dei dirigenti romani, le assunzioni di amici e amichetti. Ma taglia sulla carta del docente, taglia ai professori.Tutti zitti anche stavolta? O qualcuno dirà finalmente che è una vergogna?”
La replica del ministro Valditara
Alle accuse ha risposto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che respinge l’idea di un taglio alle risorse destinate alla formazione dei docenti.
Secondo il Ministro, la riforma della Carta del docente non rappresenta una riduzione della misura ma un ampliamento della platea dei beneficiari. Il governo ha infatti deciso di estendere il bonus anche agli insegnanti con contratto annuale di supplenza, finora esclusi.
Valditara sottolinea inoltre che oltre ai 400 milioni di euro destinati alla Carta del docente, pari a circa 383 euro per insegnante, sono previsti altri 281 milioni di euro di fondi europei assegnati direttamente alle scuole.
Queste risorse, ha spiegato Valditara, consentiranno agli istituti di organizzare attività di formazione per i docenti e acquistare strumenti digitali e libri da mettere a disposizione del personale.
I finanziamenti potranno inoltre favorire, per la prima volta, l’accesso alla formazione anche per il personale ATA, che potrà utilizzare le dotazioni tecnologiche delle scuole per esigenze di servizio.
Per quanto riguarda la Carta Decente la novità principale riguarda proprio l’allargamento a circa 250 mila insegnanti con contratto annuale fino al 31 agosto. Una scelta che punta a rendere la misura più inclusiva rispetto al passato, quando il bonus era riservato esclusivamente ai docenti di ruolo.
Il confronto resta dunque aperto tra chi parla di una riduzione dell’importo individuale e chi invece sottolinea l’aumento delle risorse complessive e l’allargamento del beneficio a un numero maggiore di insegnanti.
La Carta del docente continua comunque a rappresentare uno degli strumenti principali destinati alla formazione continua del personale scolastico, utilizzato ogni anno da migliaia di insegnanti per aggiornare le proprie competenze professionali.
di LA REDAZIONE
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