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AI DOCENTI PRECARI SPETTA LA RETRIBUZIONE PROFESSIONALE, SOTTRARRE I 175 EURO AL MESE NON È CORRETTO

Marcello Pacifico: “la Retribuzione professionale docente, ma vale anche per la Cia negata al personale Ata non di ruolo, va assegnata sempre e comunque, pure nel caso si tratti di un solo giorno di supplenza"




I maestri e gli insegnanti precari “rendono una prestazione equivalente se non identica, per qualità, a quella del docente con contratto a tempo indeterminato o con contratto di lavoro a tempo determinato con scadenza al 31 agosto o al 30 giugno, da cui si differenziano solo per ragioni di quantità o durata della prestazione”: quindi, sottrarre i 175 euro al mese della "Retribuzione professionale docenti" non è un comportamento corretto.

scriverlo è stato, lo scorso 6 dicembre, il giudice del lavoro di Trapani, ricordando che con “l’ordinanza n. 15371 del 6.6.2019 ed altre pronunce successive, la Corte Cassazione ha qualificato la Retribuzione professionale Docenti (che viene peraltro inclusa nella base del calcolo del TFR dall’art. 81 del CCNL 24.07.2003 e art. 83 del CCNL del 29.11.2007) come una componente fissa e continuativa della retribuzione goduta da parte del personale scolastico”. Alla docente che ha presentato ricorso attraverso i legali Anief, lo stesso giudice ha assegnato i quasi 1.200 euro richiesti “più accessori” alla docente e condannato l’amministrazione al pagamento delle spese di lite più accessori.



Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “la Retribuzione professionale docente, ma vale anche per la Cia negata al personale Ata non di ruolo, va assegnata sempre e comunque, pure nel caso si tratti di un solo giorno di supplenza: non c’è alcuna differenza, lo hanno spiegato bene i giudici della Suprema Corte, tra docenti assunti a tempo determinato e indeterminato. Consigliamo, pertanto, tutti gli insegnanti che si apprestano a stipulare o hanno stipulato servizi per brevi periodi (non annuali) a presentare ricorso con Anief al fine di recuperare per intero quella Retribuzione professionale docente che l’amministrazione si è ben vista dall’inserire in busta paga: si tratta di cifre spesso importanti, anche migliaia di euro l’anno”, conclude il presidente del giovane sindacato autonomo.

LE CONCLUSIONI DELLA SENTENZA DI TRAPANI

In conclusione, il ricorso va accolto e il Ministero resistente va condannato al

pagamento, nei confronti della odierna parte ricorrente di € 1.187,28 oltre accessori.

Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate secondo i parametri del D.M. 55/2014, tenuto conto del valore della causa (compreso fra € 1.100 ed € 5.200) nonché dell’espletamento delle attività di studio, introduzione e decisione della stessa. Va operata una decurtazione del 30% in ragione del carattere non particolarmente complesso delle questioni trattate.

PQM

- Condanna l’Amministrazione al pagamento in favore della parte ricorrente di € 1.187,28 lordi, oltre accessori;

- Condanna la P.A. resistente al pagamento delle spese di lite che liquida in complessivi € 1.250,00 oltre iva, CPA e spese generali.

Trapani, 6.12.2023.

COME RICORRERE PER RECUPERARE LA RPD

Il sindacato Anief ricorda che secondo la Cassazione la Retribuzione professionale del docente “ha natura fissa e continuativa e non è collegato a particolari modalità di svolgimento della prestazione del personale docente ed educativo (cfr. fra le tante Cass. n. 17773/2017)”. Dello stesso avviso si è detta l’Unione europea, poiché secondo la clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, il docente che stipula un contratto a tempo determinato, anche per pochi giorni, non può essere trattato in modo meno favorevole dei colleghi già assunti a tempo indeterminato.



di CLAUDIO CASTAGNA


contatti: redazione@ascuolaoggi.it - info@ascuolaoggi.it


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