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Tupini: "Se un bambino è sicuro di essere amato da adulto saprà scegliere chi lo amerà davvero. Ma cosa accade quando questa sicurezza non c’è?"

Aggiornamento: 8 dic 2025

Come l’amore (o la sua assenza) nei primi anni di vita può influenzare ogni scelta futura: dalle amicizie al lavoro fino alle relazioni di coppia...

Con Gabriella Tupini, psicologa del web, abbiamo imparato a capire quanto può impattare il giudizio e il parere dei genitori sulla vita dei propri figli. Questo legame indissolubile influenza indirettamente tutti gli altri rapporti,  dalla sfera sociale, lavorativa fino a quella amorosa.

A tal proposito l’esperta afferma: “Un bambino che si sente sicuro di essere amato penserà che nel mondo la gente lo amerà e lo stimerà”. L’energia, la positività ma anche semplicemente il modo in cui i genitori hanno fatto sentire amati e protetti i loro figli è un’influenza che assorbono e che sono in grado di diffondere nel mondo. Purtroppo però esiste l’altro lato della medaglia quello meno bello, quello che impatta in maniera più violenta nella loro vita perché, afferma Tupini: “se qualcuno non lo ama e non lo stima, non penserà che sia così grave, penserà, vabbè a questo non interesso, a questo non piaccio, però ad altri sicuramente piaccio”, creando così un circolo vizioso.

Crescendo il figlio inizierà una spasmodica ricerca negli altri, un apprezzamento, un complimento un qualunque appiglio che possa farlo sentire importante. Un’altra componente che è legata a questo modo di fare è l’insicurezza nel pensare che prima o poi qualcosa o qualcuno riconoscerà un “non valore” in loro.

Infatti afferma Tupini: “Se invece il bambino è insicuro, crescendo penserà “questa persona mi ama però  forse non continuerà ad amarmi. Prima o poi si accorgerà che io non valgo o si accorgerà il datore di lavoro che io non valgo. Si accorgerà la mia ragazza o il mio ragazzo che io non valgo”. Senza una buona e solida base di partenza i figli si ritrovano a brancolare nel buio. Ogni loro scelta, decisione sarà pesante da compiere perché il loro pensiero primario non sarà “cosa posso realizzare” ma penseranno prima all’infinità di scenari drammatici ai quali potrebbero andare incontro. 

Un vero e proprio autosabotaggio. Ed è difficile da credere e soprattutto da accettare che tutto questo ha origine nel rapporto che si costruisce da piccoli con i genitori,  ma come dichiara l’esperta: “ Non c'è altra verità al di fuori di questo, il nostro senso del valore dipende dai nostri genitori”. Il bambino che cresce  in una famiglia disfunzionale, dove non necessariamente c’è da attribuire una colpa ai genitori ma nella quale semplicemente convivono individui che non sono riusciti a sanare le loro ferite emotive, da grande compirà delle scelte poco favorevoli.

Ovvero andrà a reiterare comportamenti, strategie, scelte di partner poco amorevoli perché le emozioni che vengono generate dal suo conflitto interno hanno un gran potere su di lui o lei, infatti afferma l’esperta: “Perché i nostri genitori ci hanno fatto sentire che valiamo poco andiamo a cercarci dei partner che non ci amano.

Perché in qualche modo abbiamo l'imprinting del genitore, ricerchiamo quello, come se avessimo una storia personale che è andata male e che dobbiamo ricreare per farla andare bene, cioè io mi trovo una persona che non sa amare come il mio genitore però stavolta io riuscirò a farmi amare e quindi cancellerò quella sensazione di non essere amata”. L’autosabotaggio è un meccanismo di difesa che adottiamo tutti dal momento in cui è l’unico in grado di fornirci già una risposta, sappiamo già come andranno a finire le cose, siamo abituati a questo tipo di comportamenti per cui siamo disposti a stare nella sofferenza, ad accettare una persona che non ci ama pur di non avere “sorprese”. Ma quando cambiamo strada, strategie e modo di agire queste “sorprese” nella maggioranza dei casi sono positive, perché ci restituiscono il nostro spazio, ci restituiscono delle braccia sicure nelle quali sentirci davvero amati e felici di stare al mondo. 

Per te, lettore che ci segui, quanto ha contato l’amore ricevuto da bambino nel modo in cui oggi vivi le relazioni da adulto?

Scorrendo in basso troverai il box dei commenti: puoi raccontarci ciò che ti ha fatto sentire davvero amato o, al contrario, ciò che ti ha fatto dubitare del tuo valore. Anche in anonimato. Condividere un’esperienza può aiutare qualcun altro a riconoscersi e a sentirsi meno solo.


di NATALIA SESSA

10 commenti


Manu
09 dic 2025

Prima si impara che la perfezione non esiste, e prima si impara a non dipendere dal giudizio altrui. Impariamo a volerci bene. Diventa una nostra scelta l'abbandonare la zavorra della sfiducia. Non sarà sempre facile, ma le persone che ci possono aiutare esistono... per fortuna.

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Claudia
09 dic 2025

Mi riconosco perfettamente in ciò che descrive la dott.a Tupini.....

Anche io mi sono sentita poco amata o meglio le attenzioni a casa mia c'erano ma sempre x criticare , x dirmi che potevo fare di più e meglio . Così cresci che non ti senti mai abbastanza , figurarsi mia sorella minore che continuamente veniva spronata a fare bene come facevo io ( a me non davano la soddisfazione) . Mia sorella oggi non dico che mi odia ma ha sviluppato un senso di gelosia che io non riesco a sanare. Rispetto le relazioni sentimentali ed il lavoro , corrisponde tutto a quanto descritto dalla dott.a , è stata sempre una fatica, farsi rispettare e farsi ben volere. Og…


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Ale
09 dic 2025

Ciò che asserisce la prof. Tupini si afferma in gran parte della psicoterapia psicoanalitica. Tuttavia se è vero tale fenomeno, quale sarebbe la via per uscire dal problema e per cambiare da adulti, aumentando la propria autostima e cercando di essere sicuri delle scelte fatte, ad esempio sui partner o in altri ambiti? Bisognerebbe far cessare i cattivi pensieri che spesso si ripresentano o le insicurezze che ci portano a fare disastri o non capire, far cogliere ciò che potrà esserci di appagante in possibili legami giusti che normalmente non si scelgono, andando oltre un vita sofferente. Ma cambiare facendo un lavoro su di sé sembra un'impresa ardua e difficile, perché non è facile trovare lo psicoterapeuta giusto - che…

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Roberta
09 dic 2025

I miei genitori non volevano questa figlia perché troppo giovani, mia mamma 18 e mio papà 19 anni, hanno insistito i nonni materni. Matrimonio riparatore. Ho avuto un infanzia fatta di solitudine, accuse, colpe e niente amore. Mio padre se n'è andato quando avevo 10 anni e non ho più avuto notizie di lui. Mia madre è andata a vivere in un altra città quando avevo 12 anni. Sono rimasta a vivere con la nonna. Sono sempre stata alla ricerca di un uomo che mi amasse e con il quale formare una famiglia ma ho incontrato solo uomini manipolatori che mi hanno destabilizzato. Ad oggi il vuoto che porto dentro è una voragine che non si riesce a colmare.

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Ospite
09 dic 2025
Risposta a

Tesoro, la vita è sempre un dono, prendila come tale...offri il tuo aiuto a chi ne ha bisogno e esci dal recinto di sofferenza in cui ti sei chiusa...devi riuscire a fare questo sforzo e allora forse riuscirai a vedere la realtà con occhi diversi e il tuo punto di vista cambierà....

Non ti buttare via con uomini che non ti meritano....la tua attesa verrà ricompensata

Un abbraccio virtuale


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Anonimo
08 dic 2025

Io da piccola ho sentito di non essere ben accolta ,sono arrivata troppo presto ,in una fase giovanile e tante tensioni ed aspettative intorno ai miei giovani genitori. Certamente mi hanno amato moltissimo poiché tutto quello che hanno fatto è stato fatto per me e per noi ,ma da bambina non mi bastava...avrei voluto discorsi più semplici , avrei voluto non sentirmi di essere arrivata troppo presto. Ho deciso di seguire percorsi differenti che mi hanno portato a soffrire tanto ,soprattutto in amore,amori poco accolti da loro anche se profondamente reciproci e profondi ... allontanarmi da questi amori è stato per me come strapparmeli dal cuore.. ma prima di costruire una famiglia ho sanato le mie ferite ,almeno in g…

Modificato
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