Stipendi docenti, Valditara: verso una contrattazione specifica per la scuola
Il ministro apre alla possibilità di un negoziato distinto per il comparto scolastico. L'obiettivo è ridurre il divario retributivo con gli altri dipendenti pubblici, ma...

Il recupero del divario retributivo degli insegnanti torna al centro del confronto sulla scuola. Il 13 ottobre il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha indicato la possibilità di una contrattazione specifica per il personale scolastico, distinta da quella degli altri comparti della pubblica amministrazione.
Il ministro Valditara, martedì 13 ottobre 2026, è intervenuto in collegamento da remoto all’apertura del IX Convegno nazionale ANP, “Identità in movimento”, ha sostenuto la necessità di procedere verso un negoziato dedicato alla scuola: "Dobbiamo andare verso una contrattazione separata, specifica per la scuola, rispetto al resto della funzione pubblica".
La proposta si inserisce nel dibattito sulle retribuzioni dei docenti, ancora distanti da quelle di altri lavoratori con un livello d'istruzione analogo. Bisogna sottolineare che ancora non c'è una riforma definita: non sono stati indicati un calendario per l'avvio della contrattazione separata né nuovi stanziamenti collegati direttamente a questa ipotesi.
Il divario retributivo e la simulazione sugli aumenti
Come approfondito da AScuolaOggi nell'articolo «Stipendi docenti, fino a 831 euro lordi in più al mese per colmare il divario con gli altri lavoratori», i dati OCSE mostrano una differenza significativa tra le retribuzioni medie degli insegnanti italiani e quelle degli altri lavoratori con un'istruzione terziaria.
Secondo il rapporto Education at a Glance 2026, il divario è pari al 33% per gli insegnanti della scuola secondaria di primo grado e al 36% per quelli della scuola dell'infanzia. Partendo da un esempio ipotetico di 30.000 euro lordi annui per gli altri lavoratori considerati nel confronto, AScuolaOggi ha calcolato che, per raggiungere quella cifra, servirebbero rispettivamente circa 762 e 831 euro lordi in più al mese, su tredici mensilità.
Che cosa cambierebbe con un contratto specifico
Una contrattazione dedicata potrebbe consentire di affrontare le esigenze del personale scolastico in un quadro negoziale più mirato. La richiesta di maggiore autonomia contrattuale è sostenuta anche dalla Gilda degli Insegnanti, che da tempo richiama l'attenzione sulla necessità di valorizzare economicamente la professione.
La separazione, tuttavia, non comporterebbe da sola aumenti più elevati. Per ridurre la distanza salariale occorrerebbero risorse adeguate e scelte precise sulla loro distribuzione. Il risultato dipenderebbe quindi non soltanto dal modello negoziale adottato, ma anche dagli stanziamenti disponibili e dagli accordi raggiunti.
L'apertura di Valditara rimette così sul tavolo una questione che va oltre la struttura del contratto: come rendere le retribuzioni degli insegnanti più competitive e recuperare il terreno perso rispetto ad altre categorie professionali. Per capire se la proposta potrà tradursi in un cambiamento concreto, bisognerà attendere indicazioni sulle modalità di attuazione e sulle risorse destinate all'obiettivo.
di Leandro Castagna
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