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Pensioni, nessun aumento extra a fine anno? Ecco perché il conguaglio 2026 può valere zero euro

47 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Gli assegni sono già stati adeguati da gennaio. Ora manca l’ultimo passaggio ufficiale...

Nessun arretrato legato alla rivalutazione dovrebbe arrivare ai pensionati alla fine del 2026. Il conguaglio atteso per correggere l’aumento applicato da gennaio si avvia infatti verso un saldo pari a zero.

All’inizio dell’anno le pensioni sono state rivalutate provvisoriamente dell’1,4%, sulla base dell’andamento dei prezzi registrato nel 2025. Una percentuale che, alla luce dei dati definitivi, risulterebbe corretta.

In pratica, l’INPS non avrebbe differenze da restituire ai pensionati, ma neppure somme da recuperare.

La rivalutazione è stata riconosciuta integralmente sulle pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo. Per gli importi superiori l’adeguamento è stato applicato in percentuale ridotta, secondo le fasce previste dalla normativa.

Perché non ci saranno arretrati

Ogni anno le pensioni vengono adeguate al costo della vita attraverso la perequazione automatica. L’aumento viene inizialmente calcolato utilizzando un indice provvisorio e successivamente verificato sulla base del dato definitivo.

Se l’inflazione effettiva risulta superiore a quella stimata, ai pensionati spetta la differenza maturata durante l’anno. Se le due percentuali coincidono, come dovrebbe accadere questa volta, il conguaglio si chiude senza ulteriori accrediti.

La conferma ufficiale arriverà con il decreto dei ministeri dell’Economia e del Lavoro. Se il dato sarà confermato, da gennaio 2027 non scatterà alcun recupero aggiuntivo relativo alla rivalutazione del 2026.


La tredicesima arriverà regolarmente

Un conguaglio pari a zero non significa che la pensione di dicembre resterà identica alle altre mensilità. Nel cedolino sarà comunque presente la tredicesima, oltre a eventuali voci fiscali o personali.

Quello che dovrebbe mancare è soltanto l’importo aggiuntivo derivante dalla correzione della rivalutazione. Non sono quindi previsti arretrati uguali per tutti.

Diversa è la questione dell’aumento delle pensioni dal 1° gennaio 2027. La nuova rivalutazione dipenderà dall’inflazione registrata nel corso del 2026 e sarà stabilita attraverso un altro indice, ancora da definire.


di La Redazione


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