Innovazione tecnologica, inclusione e diritti umani: il progetto dell’ITT Marconi di Sarsina per una protesi stampata in 3D, apprezzamento del CNDDU
- La Redazione

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Studenti protagonisti nella progettazione di un arto artificiale per favorire l’accesso al ciclismo su strada delle persone con disabilità: un’esperienza didattica che integra innovazione tecnologica, inclusione e diritti umani, realizzata in collaborazione con il territorio.

Il CNDDU esprime apprezzamento per il progetto dell’ITT Marconi di Sarsina, in cui gli studenti realizzano una protesi stampata in 3D per favorire l’accesso al ciclismo su strada delle persone con disabilità. Un’iniziativa che unisce innovazione tecnologica, inclusione e formazione civica, con un concreto impatto sociale.
"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime vivo apprezzamento per il progetto sviluppato presso l’ITT Marconi di Sarsina (provincia di Forlì-Cesena), che vede gli studenti protagonisti nella progettazione e realizzazione, mediante stampa 3D, di un arto artificiale destinato a favorire l’utilizzo della bicicletta su strada da parte di persone con disabilità agli arti superiori.
L’iniziativa, attualmente in corso nell’anno scolastico 2025/2026 e con completamento previsto entro la fine delle attività didattiche, si inserisce in una progettualità pluriennale già avviata dall’istituto, che aveva condotto alla realizzazione di una protesi specifica per la mountain bike.
Il nuovo dispositivo rappresenta un ulteriore avanzamento tecnologico e funzionale, orientato a migliorare l’autonomia personale e l’accessibilità allo sport in contesti urbani e stradali.
Il progetto è realizzato in collaborazione con Savio Lab e Together We Ride, realtà impegnate nello sviluppo di soluzioni innovative per l’inclusione, con il supporto di Confartigianato per il Sociale, Credito Cooperativo Romagnolo e Bcc Sarsina, che hanno contribuito attraverso la donazione delle tecnologie necessarie alla realizzazione del progetto.
Secondo i dati più recenti dell’ISTAT, in Italia le persone con disabilità sono oltre 3 milioni, pari a circa il 5% della popolazione, e incontrano ancora significative difficoltà nell’accesso pieno alle attività sportive e ricreative. In tale contesto, iniziative come quella promossa a Sarsina assumono una rilevanza strategica, poiché contribuiscono a ridurre il divario tra diritti formalmente riconosciuti e loro concreta attuazione.
Particolarmente significativo è l’approccio metodologico adottato: l’attività nasce dall’ascolto di un bisogno reale, emerso dall’esperienza di una persona amputata dell’arto superiore destro a seguito di un infortunio sul lavoro, evidenziando difficoltà nell’utilizzo di strumenti e nella pratica sportiva. Da tale esigenza è stato sviluppato un percorso progettuale interdisciplinare che integra competenze tecniche e sensibilità sociale, fino alla realizzazione di dispositivi avanzati in grado di interfacciarsi con protesi esistenti.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani sottolinea come l’iniziativa rappresenti una concreta attuazione dei principi sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con Legge n. 18/2009, in particolare per quanto riguarda l’accessibilità, l’autonomia personale e la piena partecipazione alla vita sociale e sportiva.
Alla luce di quanto emerso, il CNDDU ritiene che esperienze come quella promossa dall’Itt Marconi di Sarsina non debbano essere considerate episodi isolati, bensì segnali concreti di una possibile evoluzione strutturale del sistema educativo italiano.
La portata socioeducativa del progetto risiede nella sua capacità di ridefinire il significato stesso di apprendimento: da trasmissione di contenuti a costruzione attiva di competenze orientate alla responsabilità e alla cittadinanza. In questa prospettiva, la tecnologia si configura come leva di equità e inclusione, contribuendo a ridurre disuguaglianze e a rendere effettivi i diritti.
L’integrazione tra sapere tecnico, esperienza concreta e consapevolezza etica consente alla scuola di affermarsi come spazio generativo di cittadinanza attiva. Gli studenti coinvolti maturano non solo competenze avanzate, ma una comprensione autentica del valore della dignità umana, dell’autonomia e della solidarietà.
In tal senso, l’iniziativa rappresenta un modello replicabile, fondato su una sinergia virtuosa tra scuola, territorio e sistema produttivo, capace di produrre un impatto che va oltre il contesto formativo e si riflette nel tessuto sociale.
Il Coordinamento auspica pertanto che tali pratiche possano essere valorizzate e diffuse a livello nazionale, riconoscendo nella didattica orientata ai diritti umani una leva strategica per la costruzione di una società più equa, inclusiva e consapevole".
di LA REDAZIONE



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