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Gratteri: "Gli insegnanti sono mediatori, portatori di pace, ai quali troppo spesso si manca di rispetto. In una società disattenta serve tornare a educare al rispetto e al dialogo"

Aggiornamento: 13 nov 2025

Ad andarci di mezzo, a volte, sono spesso i docenti, figure che cercano di “raddrizzare il tiro”. In merito al loro preziosissimo lavoro Gratteri afferma che...

Il capo procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, è sempre molto attento alle vicende che riguardano le nuove generazioni e la loro educazione. In un momento di profonda crisi esistenziale generale l’esperto analizza varie dinamiche che hanno portato i giovani a non avere più guide sicure e autorevoli.

Ad andarci di mezzo, a volte, sono spesso i docenti, figure che cercano di “raddrizzare il tiro”. In merito al loro preziosissimo lavoro Gratteri afferma che è molto difficile fare l'insegnante oggi “molto più difficile rispetto a dieci o venti anni fa”, è un circolo vizioso dove “i ragazzi sono mediamente più scostumati, la società è scostumata, e quindi anche i genitori sono scostumati”. L’insegnante in questi casi è un mediatore, un portatore di pace, al quale troppo spesso si manca di rispetto. Non esiste più il senso del limite e non si conoscono più le regole fondamentali della convivenza civile, a tal proposito Gratteri afferma: “è molto difficile parlare e soprattutto essere ascoltati, perché non si è più educati all’ascolto”.

Secondo il capo procuratore non esiste più autorevolezza tra i genitori e di conseguenza non sono più visti come punti di riferimento ma quasi “amici” dei figli, quasi in competizione con loro tra modi di fare e modi di vestire. Non si sono solo invertiti i ruoli, ma è stato abolito il vigore e il prestigio. Secondo Gratteri, quando poi si rendono conto dell’errore per porre rimedio utilizzerebbero degli oggetti materiali che non andranno mai però a sanare la mancanza dei valori imprescindibili

“Abbiamo genitori cinquantenni che vogliono fare i teenager, venticinquenne da tutti i punti di vista. Ogni tanto si ricordano dei figli e cercano di comprarseli, di ottenere la loro attenzione regalandogli oggetti”. Gli insegnanti si accorgono immediatamente di che genitore hanno davanti e di conseguenza di quale modello di famiglia è stato costruito. Ad esempio ai colloqui “il genitore tende sempre a difendere il figlio” afferma l’esperto, un atteggiamento inconcepibile in quanto molti anni fa questo non poteva essere tollerato “l’insegnante veniva ascoltato e rispettato al cento per cento”.

Ma il problema secondo Gratteri è molto più profondo in quanto questo è un sistema che funziona male da tempo. I genitori sono stati coinvolti troppo nella scuola e nella vita scolastica dei loro figli ed il risultato è stato un vero e proprio fallimento. Era inevitabile che i ruoli, ad un certo punto, non si sarebbero più distinti: “Le riforme della scuola hanno irresponsabilizzato il sistema, facendo entrare troppo i genitori nelle questioni scolastiche, persino nella didattica” conclude Gratteri. 



di NATALIA SESSA

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