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Gesù illumina e guarisce l'uomo cieco dalla nascita, il cammino che porta dalle tenebre alla vera luce

Aggiornamento: 15 mar

Nell’omelia della quarta Domenica di Quaresima la guarigione del cieco nato diventa il segno di un percorso interiore: aprire gli occhi del cuore e riconoscere Cristo come luce della vita...

Di Don Vincenzo Carnevale

Gesù, Luce che scende dall’alto, che ci è donata dal Padre, che penetra nel nostro cuore e nella nostra vita, ci illumina, vivifica e ci fa figli di Dio e ci salva attraverso la luce e gloria della Sua morte e risurrezione. Gesù, luce che vince le tenebre, oggi,  vede un uomo cieco dalla nascita, gli ridona la vista e accende in lui  la luce della fede.

Il “vedere la luce”, nella Bibbia, significa vedere Dio! Possiamo, ora, meglio comprendere come il nostro cammino di fede, speranza e carità, non può fermarsi a tappe intermedie, non deve accontentarsi dei traguardi provvisori, ma deve tendere verso l’intimità con il Signore, Luce del mondo, che lo illumina e lo libera dalle tenebre che lo avvolgono. Oggi Gesù, Luce e Verità, ci insegna come passare dalle tenebre del peccato, dall’incredulità e durezza del cuore, alla Luce, che esige piena disponibilità, apertura incondizionata alla grazia del lasciarsi guarire e perdonare.

Gesù vede la nostra cecità, si commuove, ci guarisce, dialoga, suscita in ciascuno di noi la meraviglia per quanto opera, con potenza e amore, ci  fa vedere la strada della vita e ci apre alla professione di fede (Vangelo). Cristo, Luce del mondo, da tenebra che eravamo, ci ha resi “luce del Signore” e, per questo, ci chiede  di “svegliarci” e di uscire dalle tenebre delle nostre iniquità, per comportarci da “figli della luce” e portare i suoi frutti di “bontà, giustizia e verità” (seconda Lettura).

La prima Lettura pone in contrapposizione il nostro modo di pensare e di agire: mentre noi  fondiamo le nostre scelte, tenendo conto delle apparenze, il Signore, invece, guarda il cuore e sceglie e consacra Davide a guidare il Suo popolo e, alla pienezza dei tempi, manda  il Figlio Suo, Pastore del Suo gregge, perché lo guidi e lo conduca ai pascoli della vita eterna (Salmo). Le ultime tre Domeniche di Quaresima, prima delle Palme, attraverso le  tre tappe rivelative del Figlio dell’uomo  (Gesù e la samaritana, Gesù che fa vedere il cieco nato e Gesù che ridona la vita a Lazzaro), scandiscono i passaggi necessari e le tappe fondamentali che conducono alla vita di fede, con tre segni fondamentali: Domenica scorsa, fede e acqua; oggi, fede e luce; Domenica prossima, fede e vita.

La “Domenica del cieco nato” presenta Cristo come Luce del mondo. Il Vangelo interpella ciascuno di noi: “Tu, credi nel Figlio dell’uomo?”. “Credo, Signore!” (Gv 9,35.38), afferma con gioia il cieco nato, facendosi voce di ogni credente. La guarigione del cieco nato è “il segno” con cui  Cristo risorto, insieme alla vista, vuole aprire il nostro sguardo interiore, perché la nostra fede diventi sempre più profonda e possiamo riconoscere in Lui l’unico nostro Salvatore, la Luce che illumina e vince tutte le oscurità della nostra vita e ci rende “figli di Dio” e “figli della luce”, chiamati ad illuminare e attrarre i fratelli alla vera Luce senza tramonto: Cristo  Risorto.



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